mercoledì 1 febbraio 2012

Per Gene Munster la iTV si farà al 100%

Gene Munster di Piper Jaffrey dice con una certa sicurezza che Apple ha contattato almeno uno dei principali fornitori asiatici di componenti e display per la prossima iTV.
Secondo Munster questa non è altro che la prova del nove sul fatto che Apple stia realmente realizzando una TVHD da lanciare entro la fine del 2012. In Asia, i dirigenti di Cupertino avrebbero quindi stretto diversi importanti accordi, soprattutto per l’approvvigionamento di display LCD da 50 pollici.
La data di rilascio della iTV è ancora incerta, ma non dovrebbe essere prima della prossima estate. Apple starebbe anche ultimando una serie di accordi con gli studi cinematografici e diversi canali televisivi, in modo da rendere fin da subito disponibile una serie di contenuti multimediali
Per Munster, Apple potrebbe anche arrivare a soluzioni web-based, ad esempio sfruttando servizi come Netflix e Hulu, oltre a dare la possibilità di collegare la iTV ad un decidere o ad un antenna via cavo. Inoltre, stando alle prime analisi, Apple potrebbe vendere 1,4 milioni di iTV nel 2012, per poi arrivare ad un ricavo di 6 miliardi di dollari nel 2014.

Windows 8: i requisiti minimi per i tablet

L'annuncio che a febbraio sarà rilasciata la versione Beta pubblica di
Windows 8 fa comprendere quanto i devs siano avanti nel
lavoro di programmazione.
Alla legittima curiosità dei produttori e di noi comuni mortali su
quale tipo di macchina sia adatta a far girareWindows 8 l'azienda ha
risposto rendendo pubblici i requisiti minimi per farlo funzionare su
un tablet PC.
I tablet che ambiranno ad aver installato il SO Windows 8 dovranno
 avere come minimo 10 GB di spazio libero su disco dopo l'installazione
 dello stesso SO, possibilità di connessione Wi-Fi e Bluetooth 4.0, unoschermo
 da almeno 1366 x 768 punti con sensore di luminosità con le seguenti specifiche
 minime: 1-30k lux/dynamic range di 5-60K, bussola digitale, fotocamera con
supporto 720p, accelerometro a tre assi e giroscopio, controller USB con almeno
 una porta esterna, supporto NFC ed altoparlanti.
Inoltre dovranno essere dotati di un sistema touchscreen multitouch, in grado
di percepire la pressione, allo stesso tempo, di cinque dita. Dovranno possedere
cinque pulsanti hardware (accensione, tastoWindows , due pulsanti per il volume,
 blocco rotazione), oltre ad un tasto che simuli il comando CTRL+ALT+CANC
per i tablet sprovvisti di tastiera, una riattivazione entro 2 secondi e la capacità
 di poter installare nuovi driver senza dover poi sempre fare il riavvio.

I migliori antivirus 2012 per i sistemi di Microsoft e Apple

Le capacità di intrusioni nel sistema sono diventate così numerose e profonde da aver rivoluzionato il concetto stesso di protezione informatica. Le caratteristiche principali deimigliori antivirus 2012 sono profonda capacità di analisi di sistematempestività di allarme, capacità di analisi dei virusaggiornamento continuo e periodico, sistema didifesa dei dati privacy dell'utente, che rappresenta il pericolo più frequente cresciuto con l'evolversi della rete e il frequente utilizzo di socialnetwork e forum vari.

Difendere i sistemi Windows da virus, spyware e furto di dati

BitDefender e ZoneAlarm sono soltanto due dei migliori antivirus 2012. Le loro caratteristiche riassumono quelli che devono essere i requisiti indispensabili di un programma dedicato alla protezione informatica.Quando si parla di analisi profonda del computer, si intende la rilevazione completa di tutti i bit fissi o in entrata del sistema. Un buon antivirus deve essere in grado di analizzare tutte le stringhe e rilevare quelle sospette che possono contenere dei virus nascosti.
BitDefender si installa rapidamente e l'interfaccia semplice e intuitiva permette una facile comprensione per l'utilizzo. Oltre ad avere un sistema di aggiornamento e modifica automatico facilmente consultabile e autonomo, presenta diversi livelli di protezione che si possono anche personalizzare. Bitdefender prevede anche un sistema di difesa privacy e dati lavoro personali. Siamo noi a decidere quali informazioni vogliamo far uscire. L'antivirus prevede anche un servizio apposito per i genitori chiamato "Parental Control".
Il nome ZoneAlarm potrebbe richiamare il tipico spazio di "quarantena" che hanno tutti gli antivirus. Quest'area è importante che esista, perché oltre a fermare un virus in entrata ci permette di analizzarne i dati e, una volta eliminato, effettuare ulteriori analisi per individuarne l'effettiva disinfestazione. Ma ZoneAlarm non si preoccupa soltanto di segnalare e proteggerci da virus e spyware. Prevede anche un sistema di Firewall, che ci permette di controllare le applicazioni che vogliono accedere nel nostro computer.
Per chi usa spesso Internet, è consigliato anche Kaspersky che rientra nella lista dei migliori antivirus professionali 2012. I servizi importanti che garantisce sono il controllo reputazionale dei siti web che visitiamo e l'analisi dei file in entrata dalla rete o dai vari supporti di memoria. Un sistema di protezione efficiente ma non pesante sulla memoria e le varie attività del computer.
Un sistema di protezione efficiente ma leggero ha portato molti a scansare dalle loro scelte di sistema Norton Antivirus. Seppur efficiente sia nella profondità di analisi che nella difesa da intrusioni e furto dati, la sua attività incideva sulla funzionalità e velocità dei computer. I programmatori hanno lavorato su questi difetti e le versioni aggiornate diNorton 2011 e 2012 si possono includere nella lista dei migliori sistemi antivirus.

Difendere i sistemi Apple. I migliori Antivirus Mac 2012

Windows era l'unico sistema attaccato dai virus informatici. Che cosa sono i virus? Deisoftware creati per danneggiare i computer. Erano stati creati da due gestori informatici per proteggere la proprietà dei loro software.
La diffusione dei computer e degli utenti Internet ha portato l'aumento di malware e virus. Le motivazioni sono varie, il sistema operativo di Microsoft era il più attaccato perché si contestavano determinate politiche aziendali e il monopolio di mercato.
Da alcuni anni, si sente parlare anche di virus per i sistemi dell'Apple, i Mac, anche se i più esperti non parlano di veri e propri malware ma più di intrusioni derivanti dall'uso che se ne fa e di elementi di vulnerabilità del sistema. Per come si vogliano chiamare, sono nati anche per iBook e PC Apple, dei sistemi di difesa Antivirus. I migliori segnalati sonoSophos for Mac Home Editionche supporta anche il nuovo sistema operativo Lion eKaspersky for Mac specifico anche per macchine virtuali e le partizioni create con Boot Camp. Il primo antivirus indicato, Sophos Form Mac, è gratuito e permette di creare scansioni personalizzate del sistema. Analizza tutti i file prima di aprirli ed è facile da utilizzare.

Difesa informatica in Freeware

I software gratuiti di protezione informatica sono tantissimi e più passa il tempo e più diventano sofisticati. AVG, Avast e AVira sono i tre migliori antivirus freeware2012.Tutti e tre sono dotati delle più importanti ed elementari caratteristiche di protezione: scannerizzazione, antivirus e antispyware, controllo file sharing e allarme intrusione con servizio di quarantena.Gli antivirus freeware si scaricano in home edition, ovvero gratuitamente e temporalmente. Significa che dopo un certo lasso di tempo il programma bisogna reinstallarlo e riaggiornarlo. Tutti e tre gli antivirus indicati hanno la durata di un anno.

Mozilla rilascia Firefox 10

La nuova versione del browser introduce tante novità per gli sviluppatori

E’ arrivata la nuova versione del browser di casa Mozilla, completa di una serie di strumenti che permettono agli sviluppatori di cambiare aspetto e funzionalità dei siti web in tempo reale. In Firefox 10 è stata migliorata la compatibilità dei componenti aggiuntivi e semplificato il processo di aggiornamento.

Oltre a introdurre strumenti di analisi delle pagine e degli stili, nuovi tool rendono possibile creare anche per il web  giochi a pieno schermo che non hanno nulla da invidiare a quelle su console.

La nuova release del browser aggiunge inoltre supporto alle funzioni che semplificano la realizzazione di esperienze web in 3D con tecnologie open. Mozilla è stato pioniere nell’utilizzo all’interno del suo browser di WebGL, uno standard web che consente a siti ed applicazioni di realizzare grafica in 3D senza l’utilizzo di software di terze parti.

Sul sito ufficiale sono disponibili maggiori informazioni ed è possibile scaricare l’ultima versione di Firefox.
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Quanto sa Google di noi? Scopritelo con un test e un link

Le nuove regole di trattamento dei dati del motore di ricerca ripropongono il tema della privacy. Ma forse è ancora nelle nostre mani

Dal primo marzo, Google cambierà le proprie regole nella gestione dei dati dei propri utenti, e c'è già chi si preoccupa. In effetti, come abbiamo spiegato in un precedente articolo, l'unificazione dei diversi profili compilati per i singoli servizi del motore di ricerca permetterà anche agli iscritti di semplificarne l'uso. Si potrà passare con maggiore disinvoltura dall'uno all'altro, e sfruttarli in modo più personalizzato. E tuttavia, la concentrazione di informazioni che Google è in grado di assemblare su di voi è ora ancora più evidente, e forse non è fuori luogo provarne un po' di inquietudine.

In verità, non fa male ricordarsi quali e quanti dati disseminiamo nel web con la semplice navigazione. Esistono strumenti specifici nei browser, come i cookie o i cosiddetti web beacon, che si occupano di tracciare e comunicare tutti i siti che visitate, da dove lo fate e persino con quale pc, ma anche se mettete questi fuori uso, il software con cui navigate continuerà a “spifferare”. Sì, il browser è un gran chiacchierone come può dimostrare un servizio offerto dalla Electronic Frontier Foundation. Si chiama Panopticlick ed è in grado di quantificare il tasso di anonimato con cui vi aggirate per la Rete. Il test presenta le informazioni identificabili direttamente dal browser e genera un punteggio numerico che indica con quale facilità si potrebbe risalire a voi a partire dalla impronta digitale lasciata dal software.

Secondo una curiosa teoria dell'entropia, spiegata da Peter Eckersley nei Deeplinks Blog della EFF, 33 bit di entropia sono sufficienti per identificare una persona. Come si raggiunge una cifra simile? Be', secondo Eckersley, bastano la data di nascita di una persona e il mese e il CAP per arrivare a 32 bit. Se poi si scopre il sesso della persona (in fondo, le opzioni sono solo due) si arriva alla soglia identificabile di 33 bit. Non bisogna essere troppo ansiosi: il browser di chi scrive, senza troppi accorgimenti, ha dato come risultato poco più di 20 bit.

E in ogni caso, non è detto che comunicare molto di sé, online, sia un male. I dati personali sono la principale moneta con cui si scambiano servizi e informazioni sul web. Potenzialmente, Google o chi per esso, è in grado di proporvi offerte sempre più specializzate. Se il motore di ricerca conosce le vostre preferenze e i vostri amici su Google+ sarà forse in grado, un giorno, di suggerirvi che regalo di compleanno fare a qualcuno nelle vostre “cerchie”. Come in parte già fanno siti di e-commerce come Amazon.

Per non cadere nella paranoia e avere un quadro completo, un primo passo può essere una visita ai link e ai servizi che consentono di visualizzare e gestire le informazioni che condividete con Google. Alcuni di questi dati personali li avete inseriti volontariamente, mentre altri sono raccolti da dal motore di ricerca.

Il tutto (be', non proprio tutto) si può trovare nella Dashboard di Google, dove è possibile accedere a tutti i servizi associati all'account Google: Gmail, Google Docs, YouTube, Picasa, Blogger, AdSense, e, naturalmente, Google+. Dalla sala di controllo si possono anche gestire i contatti, il calendario, la cronologia Web, l'account di Google Voice, e altri servizi e, soprattutto, impostare le regole della privacy. Ruba un po' di tempo, ma poi si è più tranquilli.
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Facebook pronta a diventare grande Sarà quotata a Wall Street per 5 miliardi

NEW YORK - E' arrivato il giorno in cui Facebook diventa grande: non per il numero di utenti - quello ormai, con 800 milioni di iscritti, è ormai assodato - ma perché i legali dell'azienda sarebbero pronti a presentare a Wall Street i documenti per la quotazione in borsa.

L'Ipo (Initial public offering) dell'azienda fondata da Mark Zuckerberk nel 2004 è infatti il primo passo per sbarcare negli indici azionari e con tutta probabilità sarà la più grande di sempre tra i titoli legati a Internet: 5 miliardi di dollari, anche se alcune voci delle settimane passate parlavano anche di 10 miliardi. Un simile valore di offerta iniziale indicherebbe un valore complessivo della compagnia tra i 75 e 100 miliardi di dollari.

Il social network potrebbe offrire i propri titoli fra i 34 e i 40 dollari l'uno.

I documenti saranno poi analizzati dalla Sec (la Consob statunitense) e, se tutto andrà liscio, le azioni saranno sul mercato da maggio. A guidare l'entrata in Borsa sarà Morgan Stanley, che rafforzerà così la sua leadership nel settore dei collocamenti di imprese tecnologiche, con un ruolo minore a Barclays, Bank of America-Merrill Lynch, Goldman Sachs e JPMorgan. Nel loro complesso la banche coinvolte nell'operazione potrebbero incassare fee per complessivi 500 milioni di euro.

Anche se l'azienda si 'accontentasse' di un'Ipo da cinque miliardi, surclasserebbe i record precedenti relativi alle aziende web. Nel 2004 Google presentò un'Ipo da 1,92 miliardi, poco più del precedente massimo di Genuity (1,91 nel 2000, in piena bolla di internet). Al terzo posto Zynga, la società creatrice di giochi-social come FarmVille, ha segnato un'Ipo da 1 miliardo lo scorso anno. Se invece l'Ipo fosse da 10 miliardi, sarebbe la 15esima di tutti i tempi, e la sesta nella storia degli Stati Uniti.

Un gigante della pubblicità. Con i suoi 800 milioni di utenti, Facebook ottiene gran parte dei suoi utili dalla pubblicità. Secondo le stime di eMarketer, i ricavi di Facebook nel 2011 sono ammontati a 4,27 miliardi di dollari, di cui 3,8 miliardi di dollari dalla pubblicità.

La società, sempre secondo indiscrezioni, ha registrato nel 2011 un utile operativo di 1,5 miliardi di dollari. Il social network lo scorso anno ha rafforzato la propria leadership nella pubblicità online tramite banner, distanziando Yahoo!: Facebook ha conquistato - secondo i dati di ComScore - il 27,9% del mercato, in aumento rispetto al 21% del 2010. Yahoo! si ferma all'11%.

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Il numero uno di Arm: «Successo immediato per i tablet con Windows 8»


Il Ceo di Arm: successo immediato per i tablet con Windows 8Il Ceo di Arm: successo immediato per i tablet con Windows 8
Una trimestrale con il botto e un preciso messaggio al mercato. Per Arm si è chiuso un anno molto denso di soddisfazioni e lo dimostrano i risultati che la società inglese – oggi riferimento assoluto nel campo dei chip per smartphone e tablet – ha iscritto a bilancio per l'ultimo trimestre del 2011: utili pre-tasse in crescita del 45% a 69 milioni di sterline, rispetto ai 47,6 milioni registrati nello stesso periodo del 2010, e ricavi che hanno raggiunto quota 217 milioni, con un incremento del 21% rispetto a dodici mesi fa. Il tutto condito da un aumento del valore del titolo sui listini quantificato ieri nell'ordine del 4,5 per cento.
Che cosa ha spinto i conti di Arm è presto riassunto: nel corso dell'ultimo anno l'azienda ha fornito in licenza i propri prodotti a 25 aziende e in totale sono stati spediti complessivamente 1,2 miliardi di chip per dispositivi mobili (fra questi c'è anche l'iPhone di Apple) basati sulla sua tecnologia, cui vanno aggiunti un ulteriore miliardo di componenti per dispositivi embedded (in crescita del 40%). Più smartphone e tablet vengono venduti, più Arm vede crescere il giro d'affari delle royalty, che nel quarto trimestre sono cresciute del 22% arrivando a superare i 114 milioni di dollari.
Molto significative, ai margini dei risultati finanziari, sono risultate anche le dichiarazioni del ceo della compagnia inglese Warren East, che si è "azzardato" a profetizzare un successo pressoché immediato, a parziale scapito dei prodotti a piattaforma Android, per i tablet equipaggiati con Windows 8. L'assunto del numero uno di Arm nasce ovviamente dal fatto che il nuovo sistema operativo di Microsoft "girerà" anche su architettura di processore Arm, promettendo prestazioni ed efficienza energetica di elevato livello.
East ritiene inoltre che serva ancora un po' di tempo prima di vedere decollare le vendite dei dispositivi Android, secondo una dinamica che ricalcherà quella degli smartphone con a bordo il software di Google (oggi market leader nel settore dei telefonini intelligenti). E la concorrenza, leggi soprattutto Intel, che nel mercato dei chip mobili si è ora gettata con estrema decisione? Il ceo ha liquidato la questione citando alcuni numeri. E cioè quelli inerenti le 700mila attivazioni giornaliere di smartphone Android aventi nel motore tecnologia Arm e i 20 produttori attualmente focalizzati con tanto di licenze attive sull'architettura della casa inglese. Senza contare il ruolo giocato dalle migliaia di sviluppatori che stanno lavorando sulla creazione di applicazioni compatibili con i chip Arm.

La Timeline di Facebook non piace a nessuno (o quasi)


Credits: Dave Delaney @ Flickr
Credits: Dave Delaney @ Flickr
Se pensi che la nuova Timeline di Facebook sia l’ultima cosa di cui avevi bisogno, sappi che non sei il solo. Una ricerca condotta da Sophos, società specializzata nella sicurezza informatica, ci fa sapere che più di un utente su due è contrariato dalla nuova veste scelta - o, per meglio dire - imposta dal social network per presentare ciascuno dei suoi 800 milioni di iscritti.
Il 51%, per l’esattezza (su un campione di oltre 4100 intervistati). Più un altro 32% che si chiede perché mai è ancora su Facebook e un altro 8% che non sembra essere troppo convinto (dice che si abituerà…). Solol’8% si dichiara davvero soddisfatto della sua nuova home page sociale.
sophos-poll
Meglio prima dunque? Sì, a quante pare. E per una serie di buone ragioni. Perché il nuovo diario di Facebook sembra essere un maxi-tranello per strappare agli utenti un numero sempre maggiore di informazioni personali da mettere in piazza. E questo può aumentare il rischio di furti di identità e stalking sui profili.
E poi perché la Timeline viene aggiornata in automatico attraverso le “app” di Facebook mostrando a tutta la rete di contatti le nostre ultime attività: le ultime canzoni ascoltate su Spotify,  i giornali letti online o i biglietti acquistati online per il cinema, il tutto senza il benché minimo intervento dell’utente (una volta, almeno, bisognava cliccare sul tasto “Mi piace” o “Condividi”).
“Un brusco risveglio per coloro che erano abituati a condividere tutto troppo liberamente in passato”, commenta Graham Cluley, senior technology consultant di Sophos, che aggiunge: “Nel mio caso, per esempio il nuovo diario di Facebook mi ha portato a rivedere completamente il mio modo di rapportarmi a questo social network fino a decidere di uccidere il mio profilo”.
Per chi non volesse ricorrere a gesti “estremi” il suggerimento è comunque quello di cogliere questa occasione per rivalutare le amicizie in rete e decidere con attenzione cosa condividere e cosa no. Perché in fondo, continua Sophos, “un sito che raccoglie migliaia di informazioni sulle nostre vite, i nostri amori, i nostri gusti, rappresenta una miniera d’oro per i cyber criminali”

USA: Microsoft non approfitta di Android

ITC respinge l'accusa di Barnes&Noble in uno dei casi che ha al centro le licenze Android
Roma - Secondo anticipazioni, Barnes&Noble (B&N) si starebbe per veder respingere dall'International Trade Commission le accuse di abuso di monopolio che aveva mosso nei confronti di Microsoft.

La sentenza resta ancora sigillata: tuttavia gli osservatori ritengono che il titolo con cui è stata pubblicata indichi chiaramente una sentenza positiva per Redmond, che veniva accusata da B&N di sfruttare i suoi brevetti e la sua posizione nel settore ICT per controllare artificiosamente il normale sviluppo del mercato mobile. In particolare, il dito era puntato contro le sue denunce contro i produttori Android, pressioni che avrebbero potuto rendere a pagamento il sistema operativo di Google, favorendo Windows Phone.

Microsoft, senza aspettare la sentenza ITC sul caso, ha d'altronde continuato a perseguire la sua strategia di attacco nei confronti dei produttori hardware di Android ed è riuscita ad arrivare a stringere accordi di licenza con più del 70 per cento dei produttori statunitensi di smartphone con il sistema operativo di Google.
Ad opporsi a Redmond, finora, erano state solo Motorola, acquisita da Google stessa, e Barnes&Noble, che l'aveva controdenunciata per agire in difesa dei suoi dispositivi Nook accusati da Microsoft di violare cinque brevetti.

B&N era dunque ricorsa sia al Dipartimento di Giustizia (DoJ) che all'ITC contestando a Microsoft di ostacolare la competizione nel mercato dei dispositivi mobile, e di abusare dei propri brevetti, arrivando a chiedere, per la presunta violazione nei dispositivi che impiegano Android, royalty superiori a quelle che la stessa Redmond richiederebbe per l'utilizzo del suo intero sistema operativo Windows Phone.

La sentenza di ITC, tuttavia, sembra ora dar ragione a Microsoft: pur non essendo ancora pubblica, è stata pubblicata con il nome "Initial Determination Granting Microsoft's Motion for Summary Determination of Respondents' First Affirmative Defense of Patent Misuse" e tale titolo, soprattutto a sentire l'osservatore esperto di brevetti Florian Mueller (già assunto da Microsoft per condurre uno studio sull'impiego dei brevetti FRAND), sembrerebbe indicare il rigetto delle accuse.

D'altronde, Microsoft ha accolto positivamente la decisione: "È chiaro che la difesa di Barnes&Noble basata sull'abuso brevettuale fosse senza merito". E ha colto l'occasione per rioffrire alla libreria la possibilità di sottoscrivere un accordo di licenza.

Sempre davanti all'ITC, intanto, prosegue l'analisi delle accuse di violazione brevettuali depositate da Microsoft nei confronti di B&N, quelle contro cui voleva difendersi proprio con la controdenuncia antitrust basata sull'abuso di brevetti.

La nuova Nikon con lo zoom più potente mai visto in una compatta: 42x


Lo zoom incluso della nuova P510 di Nikon, da 1000mm e da 42x fa sì che questa sia la compatta con le maggiori capacità di zoom. Il modello precedente, la P500, ha uno zoom da 36x, mentre la Canon PowerShot SX40 HS arriva ad un 35x. 
Le altre specifiche includono un sensore CMOS BSI da 16.1MP, un obiettivo NIKKORcon un’apertura massima pari a f/1.8 che va da 24mm-1000mm di lunghezza focale, ISO fino a 3200, uno schermo LCD da 3 pollici a 921.000 punti, la possibilità di girare video in HD a 1080p, GPS integrato e scatto continuo a 5fps. La P510 ha anche la riduzione avanzata della vibrazione ottica per ridurre il rumore che si attiva quando si girano video.
Uscirà questo mese al costo di 430 dollari (352 euro circa) e si potrà avere in nero e in rosso. (c.c.)
[Fonte: Gizmodo USA]