lunedì 9 luglio 2012

Windows 8, i prezzi per l'upgrade da Xp, Vista e 7


Come sempre, Microsoft ci riserva qualche sorpresa. L'azienda fondata da Bill Gates ha infatti presentato i diversi piani per l'upgrade a Windows 8 Pro. La prima cifra è 39,99 dollari: dovrà pagarla chi è ancora equipaggiato con Windows Xp, il famigerato Windows Vista (in quanti saranno rimasti?) o Windows 7. Potranno scaricare il nuovo sistema operativo, che si annuncia rivoluzionario, direttamente dal sito www.windows.com.
La seconda cifra è 69,99 dollari. In questo caso è quanto dovrà pagare chi vuole comprare la versione in Dvd. C'è da dire che, anche in caso di download, è possibile ricevere una versione di backup in Dvd per 15 dollari, a cui bisogna aggiungere le spese di spedizione. Raggiungendo, centesimo più centesimo meno, la stessa cifra.

Gli osservatori specificano che si tratta di prezzi piuttosto competitivi, tutto considerato: per Windows 7 l'Home Edition costava infatti 119 dollari e la versione professional 80 di più. Insomma, passare a Windows 8 potrebbe convenire, sotto tutti i punti di vista. L'offerta, fra l'altro, durerà a lungo: sarà infatti valida fino al prossimo 31 gennaio. Sei mesi per sposare la nuova filosofia Microsoft.
A quanto pare, l'aggiornamento includerà anche la possibilità di scaricare gratis l'upgrade per il Media Center. Mentre per chi acquista un nuovo pc nel corso dei prossimi mesi, l'upgrade costerà solo 14,99 dollari. E niente paura: la procedura dovrebbe essere piuttosto facile: il percorso sarà gestito tramite Windows 8 Upgrade Assistant che si occuperà di testare i requisiti di sisitema e domanderà all'utente cosa voglia portarsi appresso dal Pc (insomma lo guiderànel backup). Tutto dovrebbe andare liscio, insomma.
Ma cosa potrò conservare dal precedente setting del mio pc? La sostanza è che da Windows 7 potrete conservare impostazioni di sistema, file personali e programmi installati, da Vista solo i primi due elementi. Da Xp, infine, potrete trarre in salvo solo i file personali.

domenica 8 luglio 2012

Risparmiare batteria su Android, iPhone e smartphone: trucchi

Gli smartphone di nuova generazione sono ricchi di funzionalità e curati nel design. L’hardware di questi dispositivi sta velocemente eguagliando quello montato sui computer (anche se, a causa delle dimensioni limitati, non potrà superarlo); i display sono sempre più raffinati e le fotocamera integrate sempre più potenti.

Peccato che la durata della batteria non rifletta il rapido progresso delle altre componenti. E’ vero, sono ormai disponibili batterie sempre più capienti: per “mimetizzarle” nella scocca dei telefoni, i produttori sono persino stati capaci di riportare le dimensioni di questi device a quelle di vent’anni fa.
Ma non sono in grado di soddisfare le esigenze d’uso moderne, che comprendono lunghe telefonate, decine di sms giornalieri e navigazione web a tutto spiano. Nel migliore dei casi si riesce ad usare il telefono per 24 ore. Se si usa un navigatore, in meno di un’ora la batteria è a secco. E sistemi operativi sempre più avanzati come Android 4.1 Jelly Bean, iOS 5 e Windows Phone 7.5 non fanno altro che aumentare i consumi.

Ecco allora alcuni semplici ma utili consigli per risparmiare batteria su Android e iPhone, così come su tutti gli altri modelli di smartphone in commercio. Piccoli accorgimenti che – come avviene per risorse importanti quali acqua ed elettricità – aiutano ad allungare la durata della batteria, sia per ciclo di carica, sia come vita complessiva.
  1. Usate un widget che vi permetta di ridurre al minimo la luminosità dello schermo nelle ore notturne. In questo modo potrete risparmiare oltre il 20% di batteria.
  2. Dopo aver scaricato completamente il telefono (sotto il 4%), effettuate un ciclo di carica sino al 100% senza interruzioni e usate una delle tante app per calibrare la batteria (se ne trovano in ogni market).
  3. Riducete al minimo i tempi di sospensione dello schermo quando inutilizzato (15-30 secondi massimo).
  4. Staccate Wi-fi, 3G e Bluetooth appena smettete di usarli. Se avete bisogno di una connessione costante ad esempio per leggere le email, usate un app per passare dal 3G al 2G e risparmierete così moltissima energia.
  5. Dopo aver installato una manager di applicazioni del telefono, bloccate i processi in background di quelle che utilizzate meno di frequente. I processi che lavorano in background richiedono costante uso di CPU e perciò aumentano surriscaldamenti e consumi.
  6. Non utilizzate la vibrazione e la suoneria assieme: quando il telefono suona, la vibrazione è inutile e può ridurre la durata della batteria.
  7. Ricordate che la scarica della batteria non è lineare: per avere una durata stabile è bene caricarlo sempre al 100%.
  8. Le batterie al Litio tendono irreversibilmente a perdere tra il 10 e il 20% della propria capacità ogni anno. Ciò significa che dopo 2-3 anni, la capacità potrebbe essere più che dimezzate. Acquistarne una di ricambio, specie su eBay, costa non oltre 15 euro.
  9. Spegnere ripetutamente il telefono non giova al risparmio della batteria: la fase di accensione infatti richiede un consumo elevato di elettricità.
  10. Temperature superiori ai 30° accelerano rapidamente la perdita di capacità della batteria.
Seguendo attentamente questi consigli e limitando l’uso del telefono, potrete godervi una durata di almeno 48 ore consecutive ;)

Samsung Galaxy Note 2 ad agosto?


La tecnologia è cosi: nemmeno il tempo di presentare uno smartphone o un tablet che il giorno dopo si pensa già a cosa possa esser lanciato in futuro! Rumors dicono del lancio del Samsung Galaxy Note 2 ad agosto – precisamente in occasione dell’IFA 2012 di Berlino, che si svolgerà dal 31 agosto al 5 settembre.
La famosa casa coreana quindi intende confermare la tradizione dell’evento berlinese per lanciare anche la seconda generazione, di cui però ancora non si sa moltissimo.
Partiamo da un pò di notizie circa l’hardware!
Display: il display dovrebbe avere una diagonale più grande rispetto al modello precedente, si parla di 5,5 pollici contro i 5,3 del precedessore.
Come CPU si parla di un Quad Core anche se è ancora top secret il modello e sulla sua potenza. E’ più che probabile che la CPU possa essere la Exynos 4 che già è inserita nel Samsung Galaxy S3. Questo processore avrà anche bisogno di potenza per far girare a dovere il nuovo Android 4.1 Jelly Bean, che quasi sicuramente sarà il sistema operativo pre-installato sul sistema.
Anche la fotocamera dovrebbe essere più potente, si parla di almeno 12 Megapixel, forse anche 13.

sabato 7 luglio 2012


Sin da quando abbiamo visto uscire il primo modello di iPad, ci siamo domandati se Cupertinoavrebbe mai presentato al pubblico anche un iPad Mini, ovvero un dispositivo di dimensioni ridottee soprattutto dal costo relativamente contenuto.
Le voci su questa possibile scelta da parte di Apple, sono aumentate vertiginosamente da quandoGoogle ha presentato il suo tablet Nexus 7, potente dispositivo dotato di sistema operativoAndroid, che mira sia ad avere un display più piccolo, ma soprattutto spera di attirare una grande parte di consumatori con il suo prezzo: solamente 199 dollari.
Così, anche Apple starebbe pensando ad un iPad Mini, o almeno questa è la previsione fatta daAndy Hargreaves, analista di Pacific Crest secondo cui Cupertino lancerà, nel mese di ottobre, il suo nuovo dispositivo dalle dimensioni ridotte e dal costo di 299 dollari.
Il display potrebbe essere di 7,85 pollici e il tablet offrirà 8GB di memoria interna per salvare le proprie applicazioni e molto altro. Stando a quanto afferma Hargraves, Apple riuscirà a vendere almeno 10 milioni di iPad Mini in poco più di due mesi, ovvero fino a dicembre, salvo poi incrementare e arrivare a 35 milioni di dispositivi entro il 2013.

venerdì 6 luglio 2012

Apple e Microsoft: il Mac avanza mentre il PC perde terreno

Horace Dediu, noto analista di Asymco, ha pubblicato un grafico molto interessante che mostra il rapporto tra le vendite di PC e Mac nel corso del tempo, a partire dal debutto di quest’ultimo nel lontano 1984. E, sorpresa, a distanza di più di 25 anni, tra ascese e cadute, il Macintosh è tornato alle calcagna dei PC Windows. Nel 1985, ovvero dopo un anno dalla commercializzazione, si vendeva un Mac ogni 20 computer Windows. Poi, per circa 10 anni si sono registrati alti e bassi, fino ad un assestamento sul valore di circa 15 a 1 nel 1996. In seguito la storia ha premiato le scelte e le strategie di Microsoft, con un picco nel 2004 di ben 55 PC venduti per ogni Mac.

Ben presto tuttavia il divario ha iniziato colmarsi e, dai 45 a 1 del 2005, siamo passati ad unrapporto di 20 a 1 nel 2011. E c’è da sottolineare che il grafico non tiene conto delle vendite dei dispositivi post-pc con iOS, anche se probabilmente hanno avuto il loro peso nel generare il fenomeno. Dovessimo contare anche loro, i numeri farebbero davvero spavento.
La strategia di Cupertino, dunque, nel lungo termine si è rivelata vincente. A partire dal debuto dell’iPhone nel 2007, si assiste ad un sistematico avvicinamento tra le due piattaforme in termini di unità commercializzate. I gingilli mobili con la mela fanno conoscere Apple, e la diffusione capillare degli Apple Store fornisce l’alibi per entrare in contatto con gli altri prodotti più costosi. È un circolo virtuoso -quasi machiavellico- congegnato fin nei minimi dettagli, e per questo ancora più sbalorditivo.

Fonte tecnologicalvideogames



TV Samsung ES9000 da 75″ fa il suo debutto in Korea

Samsung ha lanciato in Sud Korea il nuovo TV LCD ES9000 da ben 75″. Questa TV enorme, che personalmente, non saprei dove collocare in una casa anche di grandi dimensioni, presenta uno spessore ridottissimo di soli 7,9mm, attorno al quale si articola una finitura color oro.



La TV presenta le ultime caratteristiche delle Samsung Smart TV, vale a dire, tra le altre riconoscimento facciale, gestures, e comandi vocali. Oltre a questo avrà anche pieno supporto all’“Evolution Kit”, una sorta di porta che permetterà agli utenti tra qualche anno di poter aggiornare il proprio televisore evitando di sostituirlo in toto.

Si giunge ora al prezzo, che potrebbe rappresentare davvero una proibizione. In Sud Corea è venduta a 19.8 milioni di Won, che equivalgono a circa 17,500$.

Chissà se verrà mai commercializzata in Europa una TV così grande, e soprattutto: riusciremo mai a vedere in un nostro centro commerciale nel reparto TV, qualcosa che costi più di 15000€?

fonte | The Verge

lunedì 2 luglio 2012

Adobe: niente Flash Player per Android 4.1 Jelly Bean

"There will be no certified implementations of Flash Player for Android 4.1". Questa è la lapidaria frase con cui Adobe nel suo blog chiarisce la situazione. Adobe aveva già annunciato lo scorso novembre che si sarebbe concentrata sulle applicazioni flash per PC, mentre avrebbe spostato l'attenzione in ambito mobile sulle tecnologie AIR. Ora Adobe passa ai fatti e ritenendo ormai troppo complicata la certificazione del plugin diFlash Player su ogni implementazione di Android fatta dai diversi produttori (il plugin è legato in modo stretto all'hardware multimediale di ogni dispositivo), ha annunciato chenon ci saranno implementazioni certificate di Flash Player per Android Jelly Bean 4.1. Per quanto riguarda i terminali più vecchi, dal 15 agosto potranno accedere agli aggiornamenti del plugin solo gli apparecchi con il player già installato: da quella data quest'ultimo non sarà più reperibile su Google Play Store (ex Android Market) e non potrà essere installato: la stessa Adobe consiglia ai possessori di terminali con ICS 4.0 o precedenti di assicurarsi di aver installato Flash Player sul proprio device prima di quella data.

fonte hwupgrade.it

Google presenta il nuovo Nexus 7 La sfida è al Kindle di Amazon


Google fa il pieno di novità. Ma l'attenzione è tutta per Nexus 7, il tablet di Mountain View che sfida il Kindle di Amazon col taglio ai costi. La tavoletta di Google, disponibile da luglio, ha infatti un prezzo molto economico: parte da 199 dollari, incluso un credito di 25 dollari per l'acquisto di film, libri e altro su Google Play. Nexus 7 costa quindi quanto un Kindle e decisamente meno dell'iPad di Apple. Il tablet di ultimissima generazione ha uno schermo di 7 pollici e un display HD 1280x800. Il microprocessore Tegra-3, dotato di CPU quad-core e GPU 12-core rende tutto, giochi inclusi, estremamente veloce.

Nexus 7 pesa solo 340 grammi ed è venduto con alcuni contenuti di intrattenimento precaricati, tra cui il film "Transformers: Dark of the Moon", il libro "The Bourne Dominion", riviste come Condè Nast Traveller e Popular Science e canzoni di band come Coldplay e Rolling Stones.

Mountain View si spinge però anche oltre nella battaglia a tutto campo con gli altri colossi del mercato digitale e presenta Nexus Q e Jelly Bean 4.1, la nuova versione del sistema operativo di Android, successiva a Ice Cream Sandwich. Nexus Q si presenta come una vera rivoluzione per Big G: si tratta di un dispositivo di social streaming per la condivisione di musica e show televisivi. È una sorta di jukebox in cloud, ovvero sulla nuvola, che sfida l'Apple Tv perché progettato per effettuare streaming sia da Google Play che da YouTube.

Anche Nexus Q sarà disponibile da metà di luglio a 299 dollari. Per quanto riguarda Jelly Bean 4.1, anche questo arriverà a luglio. Tra le novità, una gestione delle notifiche più dinamica e la digitazione vocale più rapida che funziona anche in assenza di una connessione dati.

Inoltre, è stata riprogettata la funzione di "Ricerca", rendendo il sistema di ricerca vocale più veloce e naturale. Nexus 7 e Nexus Q si basano ambedue su Google Play, il punto di partenza per l'intrattenimento digitale, con più di 600.000 app e giochi, musica, film e libri.

Oggi Google Play si espande ulteriormente aprendo al mondo delle riviste: Google ha infatti lavorato a stretto contatto con Condè Nast, Hearst, Meredith e molte altre per poter offrire riviste come House Beautiful, Men's Health, Shape e Wired. Sulla piattaforma saranno a breve disponibili anche migliaia di episodi di popolari serie televisive, da Revenge a Parks & Recreation, passando per Breaking Bad.

Le nuove tecnologie Google sono tutte basate su Android: al mondo ci sono 400 milioni di apparecchi attivati basati sulla piattaforma, le attivazioni giornaliere hanno raggiunto quota un milione, in aumento rispetto alle 400.000 dello scorso anno. Alla Google I/O, la conferenza degli sviluppatori, Google presenta anche gli aggiornamenti sul versante 'social', cioè su Google+ la rete sociale creata da Mountain View un anno fa. È stato raggiunto il tetto delle 250 milioni di persone iscritte e sono state aggiunte due nuove funzionalità: "Google+ per tablet" e "Google+ per eventi".

Google Chrome: ecco com'è la versione per iPhone e iPad


A distanza di sei mesi dalla versione per Android il popolare browser di Google è disponibile anche in un adattamento per cellulari e tablet con la mela morsicata. Presentato durante la manifestazione Google I/O, Google Chrome per iPhone e iPad è comparso ieri sera sull'App Store. Si rivolge in particolare a chi è già utente del browser su PC (e Mac) e vuole godere di funzioni specifiche di Google, sinergie desktop-mobile e desidera un accesso rapido e facilitato ai dati di navigazione come preferiti e schede aperte su qualsiasi dispositivo.
Come si legge dal succinto post sul blog ufficiale, Chrome per iOS è basato sul codice della release19.0.1084.52. Le differenze con la versione desktop e anche quella mobile per Android sono numerose. Su iPhone e iPad, Google, come altri sviluppatori terzi di browser, ha dovuto adottare i motori di rendering delle pagine e del codice Javascript di Apple e non i suoi, con il risultato che velocità di navigazione, aspetto dei siti e compatibilità sono più o meno gli stessi di Safari. Tra le altre differenze c'è l'impossibilità di installare estensioni e l'aggiornamento via App Store e non automatico. Google ha attrezzato una "Chrome for iOS FAQ" (per ora solo in inglese) per fornire informazioni e spiegare limitazioni e differenze del browser.
Questo non vuol dire che Chrome per iPhone e iPad non possa risultare una interessante alternativa a Safari, anzi. Google ha implementato un suo sistema di gestione delle pagine web in schede che funziona discretamente bene sia sul tablet che sul cellulare e offre la comoda barra unificata per indirizzi e ricerche con i suggerimenti durante la digitazione.Le ricerche possono essere fatte anche tramite input vocale, anchein italiano, con un tap sull'icona a forma di microfono.
Google Chrome per iPad - Schede e menù
C'è ovviamente la navigazione privata, o meglio "in Incognito", che offre una discreta anonimizzazione dei dati e un menù per accedere alle impostazioni, alla ricerca nella pagina, alla condivisione via email e anche a richiedere (quando possibile) la versione desktop del sito web e non quella "mobile".
Il piatto forte è però costituito dalla sincronizzazione trasparente e automatico in background con Chrome per PC e Mac ed avere sempre a disposizione preferiti, password, cronologia e anche tab aperti. Non solo è possibile continuare la navigazione di pagine aperte su altri dispositivi, ma l'estensione "Chrome to Mobile Beta" permette di "spedire" a iPad o iPhone una pagina aperta sul PC e anche di fornire una copia (in PDF) per la consultazione offline in caso in seguito manchi la connessione a Internet.
Google Chrome per iPad - Estensione Chrome to Mobile
Chrome per iOS è scaricabile gratuitamente dall'App Store. L'app è universale e ottimizzata sia per iPhone e iPod touch che per iPad. È necessaria la presenza di iOS 4.3 o successivo.