martedì 9 luglio 2013

Novità iOS 7 beta 3: lista bug corretti e miglioramenti prestazionali



Dopo avervi proposto i link per un rapidodownload gratuito (Leggi Approfondimento) e aver visto la guida per la sua installazione senza la teoricamente necessaria presenza dell’UDID dispositivo registrato (Leggi Approfondimento), passiamo ora a vedere in pratica quali sono le vere novità introdotte in iOS 7 beta 3.
Come già anticipato però, quest’ultimo update non brilla certo per le sue nuove funzionalità, gli ingegneri di Cupertino si sono infatti perlopiù dedicati alla correzione bug e all’introduzione di cospicui miglioramenti prestazionali. Ecco qui di seguito quindi il listato con il changelog di iOS 7 beta 3:
  • Calendario: notificato con una diversa gradazione di colore i giorni contenenti impegni;
  •  Meteo: diversi miglioramenti nell’interfaccia grafica;
  •  Musica: Risolto bug che impediva di passare al brano successivo durante l’utilizzo di AirPlay verso Apple TV;
  •  Musica: Risolto noioso problema che causava l’aumento improvviso del volume durante l’utilizzo di AirPlay verso Apple TV;
  •  Messaggi: eliminato bug che causava il crash dell’App all’apertura di un allegato;
  •  Messaggi: Ripristinata alla prima apertura dell’App la visualizzazione di composizione nuovo messaggio;
  •  Messaggi: Risolto il bug che eliminava erroneamente il backup dei messaggi laddove non eseguito il login ad iCloud durante la prima configurazione del telefono;
  •  Notifiche Push ora pienamente funzionanti;
  •  Control Center: ripristinata l’icona orologio;
  •  Siri: introdotte nuove voci e corretta l’ombreggiatura;
  •  Font inedito per il Centro Notifiche, per l’app Meteo e per Impostazioni;
  •  Promemoria: torna nuovamente a funzionare il supporto a VoiceOver;
  •  Lockscreen: Cambiata la dicitura da “Sblocca” a “Scorri per sbloccare”;
  •  Animazioni: introdotte nuove animazioni durante il download delle App, apertura Spotlight, l’eliminazione delle foto e Game Center;
  •  Sostituita la voce LTE con 4G;
  •  Migliorata la traduzione in italiano, presenti sempre meno elementi in lingua originale;
  •  Eliminato il bug della doppia barra di stato;
  •  Safari: quando si digita un URL, introdotta possibilità di scegliere da tastiera il “.com”, “.it” o simile;
  •  Safari: notevolmente miglioramenta stabilità e velocità di caricamento delle pagine;
  •  Tastiera: tornano nuovamente a funzionare tutte le abbreviazioni;
  •  iOS in the Car: ora funziona anche via AirPlay;
  •  Password: risulto problema con i tempi di Auto-Lock;
  •  Multitasking: tornano ad essere visualizzate tutte le App realmente avviate;
  •  Immagini: risolto bug con funzionalità correzione occhi rossi, ora vengono realmente corrette e salvate;
  •  Edicola: Eliminato il problema che permetteva l’erroneo inserimento delle App all’interno di Edicola;
  •  Note: la selezione ora è di colore giallo;
  •  Icone: torna l’effetto ombra;
  •  Accessibilità: possibilità di velocizzare o rallentare le animazioni e ritoccare il grassetto;
  •  Font: ora il font più usato è l’Helvetica Neue Regular;
  •  Calcolatrice: migliorata l’interfaccia grafica.

Il «come back» annunciato di Hp: morto webOs, la nuova sfida è con Android


L'attuale Ceo, Meg Whitman, ne parla da quando – era il 22 settembre del 2011 - ha preso ufficialmente posto sulla poltrona più importante di Hewlett Packard. Il ritorno negli smartphone della casa californiana è quindi un "affaire" di cui si parla da tempo. Le ultime indiscrezioni riportate nei giorni scorsi da diversi ed autorevoli siti tecnologici americani, fra cui Computerworld e AllThingsD, hanno però riportato la questione in primo piano perchè a confermare i lavori in corso su un nuovo telefonino ci ha pensato un executive della compagnia di Palo Alto, e precisamente Yam Su Yin, senior director della divisione pc consumer e media tablet per la regione Asia-Pacific.
Si punterà su Android
Hp che prova a riaffacciarsi in un mercato abbandonato di fatto due anni fa, con il fallimento del progetto webOs (oggi piattaforma gestita dalla comunità open source) e di tutta l'operazione che portò (nel 2010) all'acquisizione di Palm, è quindi una certezza. La convinzione della manager di cui sopra, secondo cui non è tardi per entrare in questo mercato, si scontra però con l'incertezza sui tempi di rilascio del nuovo dispositivo e sulle caratteristiche funzionali del device, piattaforma operativa compresa. La sensazione di molti analisti è che la scelta cadrà su Android, software che Hp ha già abbracciato per i suoi nuovi mini tablet Slate da 7 pollici.
L'errore di abbandonare gli iPaq
Se è chiaro che i vertici dell'azienda considerano lo smartphone un prodotto chiave della nuova era del computing, molto meno evidenti sono gli assi che la società potrà mettere in campo per dare fastidio a Samsung ed Apple, Nokia e BlackBerry e ai vari vendor asiatici. L'errore marchiano di Carly Fiorina nel non considerare strategico il business dei computer palmari, segmento nel quale la compagnia era "market leader" con gli iPaq ereditati da Compaq e di fatto pietra miliare per l'avvento e il successo degli smartphone, pesa ancora oggi sulla credibilità del marchio Hp in campo mobile.
I successivi tentativi di tornare protagonista sono stati solo flop – dai PalmPre ai tablet webOs e Windows 7 – e hanno confermato la scarsa predisposizione di Hp di adattarsi a un comparto che ha dinamiche molto diverse da quello dei personal computer e dell'informatica tradizionale. Quale sarà, dunque, la "value proposition" per tornare fra gli eletti nel mercato degli smart device? La Whitman, anche di recente, ha ribadito il concetto che la capacità di innovare è ancora un asset importante della società. Saprà, il nuovo Ceo, evitare i passi falsi di chi l'ha preceduta?
La nuova road map di Nokia 
In attesa di svelare il nuovo super smartphone "fotografico" Eos oggetto di presentazione giovedi 11 a New York, la casa finlandese pare stia preparando diverse novità da lanciare sul mercato nei prossimi dodici mesi. Questo, almeno, dicono i rumor di queste ore e nella fattispecie quelli riportati da MyNokiaBlog, che cita fonti anonime, vedrebbero Nokia al lavoro su due tablet a piattaforma Windows, uno con schermo da 10,5 pollici e spessore di soli 8,5 millimetri e un secondo da 8,5 pollici.
Entrambi realizzati con uno chassis in alluminio e pensati in diverse colorazioni (verde, nero, rosa, blu, giallo e bianco) per accontentare i gusti di tutti, potrebbero essere caratterizzati dal marchio "Zoom", nel segno di avanzate capacità a livello di fotocamera che diversificherebbe questi prodotti da quelli della concorrenza.
Sul fronte smartphone, invece, il menu che sta preparando la compagnia scandinava sarebbe nel segno di diversi nuovi modelli con display di grandi dimensioni, concepiti nell'ottica di sfruttare al meglio il supporto al formato Full HD garantito dalla nuova versione del sistema Windows Phone. La road map del produttore potrebbe in tal senso essere la seguente: Lumia 525 con schermo da 4,5 pollici, Lumia 625 (4,6 pollici), Lumia 725 (da 5 pollici) , Lumia 825 (5,2 pollici) e infine Lumia 926 (5,5 pollici). Ciliegina sulla torta, con arrivo previsto il prossimo giugno, un phablet da 6-7 pollici per sfidare le varie Huawei, Asus, Zte, Sony e ovviamente Samsung, che giusto la settimana scorsa ha presentato ufficialmente il Galaxy Mega, terminale (Android, in versione Jelly Bean 4.2) con schermo Lcd Full Hd da 6.3 pollici.

domenica 7 luglio 2013

iPad 5 in arrivo a settembre? Tablet più leggero e con nuovo chip A7


Sempre più frequenti sono i rumors sull'uscita di un iPad 5, un tablet di qunta generazione con le caratteristiche che hanno reso celebre il mini iPad. Secondo le indiscrezioni provenienti dalla rete il nuovo tablet sarebbe molto più leggero rispetto ai precedenti e punterebbe a nuovi standard di portabilità ed ergonomia.

Il nuovo tablet dovrebbe poi introdurre una grande novità della Mela, il nuovo chip A7, che è ancora una serie inedita. La Apple poi punterebbe molto sulla sua nuova creatura ad un miglioramento energetico e ad ottenere una maggiore autonomia per la batteria del dispositivo. Per avere la conferma sui rumors non resta che aspettare.

via ilmessaggero.it

Apple: brevetto per Mappe Social, come Waze di Google



  • Getty Images
Se lo dice il Patent and Trademark Office degli Stati Uniti non ci sono dubbi. L'ufficio ha appena pubblicato un brevetto Apple che consente all'utente di recensire in tempo reale strade, località e percorsi per migliorare le funzioni di mapping grazie ai commenti degli utenti.
Si tratta di un nuovo capitolo della battaglia a colpi di software e non solo tra Apple e Google: la nuova trovata dell'azienda di Cupertino, infatti, assomiglia molto a Waze, un social gps a lungo conteso tra Cupertino e Mountain View che ne mese scorso Google ha acquistato per 1,3 miliardi di dollari. Dopo il fallimento di Google Plus, Mountain View ha deciso di puntare sui 50 milioni di utenti di Waze per diventare più social e fornire un servizio più preciso e dedicato agli utenti.
Il brevetto, depositato il 28 dicembre 2011, si chiama "User-Specified Route Rating and Alerts" e dovrebbe contenere una serie di notevoli funzionalità come quella di fornire informazioni sui tempi di percorribilità e sul traffico.
Tra le altre cose il nuovo sistema consentirà di conoscere le condizioni del percorso: strade bloccate o interrotte per incidenti, itinerari panoramici e condizioni dell'illuminazione stradale. Alla fine di ogni tragitto gli utenti potranno assegnare un vero e proprio punteggio alla strada percorsa e fornire consigli e commenti.
Sfruttando i dati forniti dagli automobilisti, il software, poi, elaborerà la qualità di traffico della strada e segnalerà automaticamente agli utenti eventuali percorsi alternativi. Google e Waze, dunque, sono avvertiti: ora si attende la contromossa.

Samsung Galaxy Mega, esagerato (ma non nel prezzo)



Con i suoi 6,3 pollici è più vicino a un tablet che non a un telefono convenzionale. Costa 599 euro


Quando Samsung presentò al mondo il Galaxy Note – era il settembre del 2011 – una bella fetta di utenti e addetti ai lavori sobbalzò letteralmente dalla sedia: quel “telefonone” da 5,3 pollici, sentenziarono in molti, era solo un esercizio di stile che non avrebbe mai avuto successo. E invece...
E invece il Galaxy Note si è rivelato qualcosa di più di un esperimento fine a se stesso, tanto da invogliare Samsung (e i suoi concorrenti) ad aprire un capitolo tutto nuovo: quello deiterminali extra-large, dispositivi con un display compreso fra i 5 e i 7 pollici di diagonali pensati per tutti i cultori dell'esperienza touch in grande stile. È proprio in questo filone che si inserisce il nuovo Galaxy Mega, smartphone da ben 6,3 pollici che può essere considerato una sorta di ibrido a metà strada fra il Galaxy Note II (l'ultimo dispositivo over-size della casa coreana) e ilGalaxy Tab 2 7.0 (il più piccolo fra i tablet multimediali della casa coreana)
Che lo chiamiate smartphone, tablet o phablet, comunque, poco importa. Quel che conta è sottolineare il tasso tecnico complessivo di un terminale che ha molti punti in comune con il Galaxy S4. Come il celebratissimo portacolori della collezione dei galacticos di Samsung, infatti, anche il Galaxy Mega può contare sulla presenza di Android, sulla connettività LTEe su tutta una serie di funzionalità software esclusive: da Group Play (l'applicazione per condividere foto e musica su più dispositivi contemporaneamente) a WatchOn (per utilizzare lo smartphone come telecomando e guida tv), da Samsung Link (il sistema per archiviare contenuti sul cloud e accedervi da qualsiasi dispositivo Samsung) a S Translator (il traduttore simultaneo in nove lingue, italiano compreso), da ChatON (messaggistica istantanea) a S Voice Drive (per la gestione vocale del dispositivo in auto) .
Con il Galaxy S4 il nuovo Galaxy Mega condivide anche buona parte delle feature fotografiche: attraverso la fotocamera posteriore da 8 megapixel (che si aggiunge a quella frontale da 1,9 megapixel) è possibile effettuare scatti dinamici (quelli per intenderci che "impressionano" tutta una sequenza di movimenti all'interno di un unico fotogramma), audio foto (le foto con l'audio incorporato), nonché raccogliere gli scatti migliori all'interno dei caratteristici Album Fotografici.
Piuttosto ricca la dotazione anche dal punto di vista hardware, all'interno della quale spicca il processore dual core da 1,7 GHz e soprattutto la gigantesca batteria da 3200 Mah.
Samsung Galaxy Mega arriva in Italia a un prezzo consigliato di 599 euro, in promozione (fino al 30 settembre) con un auricolare Bluetooth/NFC HM7100 in omaggio.

Pebble Smartwatch: il primo contatto [video]


Il Pebble è sicuramente uno dei progetti più riusciti e seguiti sulla famosa piattaformaKickStarter. Creato da Eric Migicovsky, ha letteralmente fatto impazzire gli internauti e gli appassionati di tecnologia, che in pochissimo tempo hanno supportato il progetto, portandolo alla fase di produzione finale.
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Sebbene il prodotto si trovi ancora in fase di preordine, i primissimi kickstarters (e qualsiasi ignaro cliente nei Best Buy , questo fine settimana) hanno già ricevuto i primi esemplari.
Tra questi, c’è anche chi lo ha preso per rivenderlo…. è proprio in questo modo che sono riuscito ad accaparrarmene uno.
Di seguito, quindi, il video con l’unboxing e le primissime impressioni riguardanti questo splendido dispositivo.
Ricapitolando: il Pebble è leggero, veloce, si vede benissimo sia al buio che al sole, ed ha un’espandibilità pressochè infinita.
Aspettando di vedere cosa combinerà Sony con il suo SmartWatch 2, posso dirvi tranquillamente che il Pebble è il miglior “aggeggio” che potrete mai allacciare al vostro polso.

Il nuovo iPhone 6 sarà cosi?


iphone 6
Quanto potrebbe avvicinarsi alla versione ufficiale questo concept del nuovo iPhone 6? Da un primo sguardo sembra un'ipotesi molto credibile infatti contiene diversi elementi attualmente presenti in iOS 7: l'indicatore di potenza del segnale, le icone piatte ed altre caratteristiche del nuovo sistema iOS che Apple ha svelato al pubblico solo dopo la presentazione di questo concept che è stato invece pubblicato a marzo 2013, da JohnnyPlaid.
Secondo il progettista, il suo concept iPhone 6 ha la stessa dimensione dell'iPhone 5, ma il display è stato aumentato a 4,5 pollici e la risoluzione da 640x1136 pixel a 754x1296-pixel.
Oltre allo schermo edge-to-edge, ovvero senza bordi, altre nuove caratteristiche di questo concept includono una nuova scocca in alluminio e fibra di carbonio con guscio con rivestimento impermeabile, due processori Quad Core A7, la fotocamera posteriore da 8 megapixel e il pulsante Home con supporto multi-touch.
Ecco le immagini del concept del nuovo iPhone 6 realizzato da JohnnyPlaid.

iphone 6 bianco

concept-iphone-6


 
Potrebbe essere davvero cosi il prossimo iPhone?

via gekissimo.net

HTC One Mini, prezzo e foto


HTC One Mini sembra essere in dirittura di arriva. L’uscita del nuovo smartphone di fascia media è infatti prevista per fine Luglio.
Nonostante il dispositivo non sia stato ancora svelato dall’azienda Taiwanese ormai le varie indiscrezioni hanno tolto quasi ogni dubbio.
Le specifiche tecniche in ogni caso non deludono, infatti troviamo 2GB di memoria RAM, due altoparlanti BoomSound ed un display con una diagonale da 4.3 pollici e risoluzione HD.
Per quanto riguarda il design l’unica differenza rispetto al modello maggiore sono le dimensioni, infatti restano invariati anche i materiali costruttivi.
htc-one-mini
Il sistema operativo sarà caratterizzato dall’ultima versione disponibile di Android accompagnato dall’interfaccia HTC Sense 5.0.
Per quanto riguarda il prezzo si parla di 499€ ma non si esclude un possibile ribasso che vada a posizionare il prezzo tra i 399 e i 450 euro.


Da Google Glass a iWatch: ecco la tecnologia da indossare


Indossati come Google Glass o Apple iWatch, o incorporati definitivamente come nell'immaginario cyborg, questi oggetti aumentano le capacità umane estendendo i sensi, i cinque naturali e quelli antropologicamente costruiti, come il senso del tempo ad esempio. Con lo sguardo stupito di bambino i Google Glass sono strani “occhiali” con lenti che si possono staccare, quello che conta è la piccola scatolina con cpu, interfacce radiotelefoniche e periferiche di input e output cioè microfono, camera e trackpad, auricolare e schermo. Si indossano e si dimenticano fino a quando inclinando velocemente la testa e pronunciando la parola d'ordine “ok Glass” si chiede un'azione fra quelle disponibili: take a picture, take a video e call sono le più note ma solo necessarie alle più intriganti, legate alla smart-vita che richiede una mano a tenere uno schermo da guardare con gli occhi, tutti e due. Con Glass il dispositivo sparisce e si può chiedere (a voce e grazie alla telematica cellulare) al vero deus ex machina, il motore di ricerca Google. Con Glass (ovvero con potenza di calcolo e dati di Google) si può camminare in una città sconosciuta senza perdersi ma anche farsi tradurre in tempo reale una frase straniera. Tutto è indossato e quindi incorporato.

SPAZI DI MERCATO

Siamo abituati ad indossare oggetti. Diamo per scontato che un orologio serva a misurare il tempo quindi gli conferiamo un ulteriore valore oltre quello d'uso, il valore di rappresentazione di noi stessi, di appartenenza ad un gruppo. Il probabile iWatch, smart-orologio di Apple, non può essere soltanto uno smartphone miniaturizzato. L'oggetto da polso "orologio" è per un uomo l'unico gioiello socialmente riconosciuto, la cui scelta dipende certamente molto più da valori diversi da quelli tecnologici come tutti i marchi tradizionalmente orologiai sanno bene. Lo scarso successo dello SmartWatch Sony, 99 euro per un microsmartphone da polso collegato ad un secondo dispositivo Android da portarsi appresso, dimostrano che Apple deve lavorare molto per rispondere al 64% di statunitensi con alto reddito che secondo Opinion Research si sono dichiarati poco interessati alla tecnologia "da indossare". 

STATUS SYMBOL

La correlazione negativa fra status o reddito e interesse si spiega facilmente pensando al valore comunicazionale assegnato ai vestiti che indossiamo o alle auto che guidiamo. Essi parlano di noi da molto tempo. Anche un telefono fa status, generalmente in funzione del prezzo, ma non ha sostituito nulla di esistente. Per scalzare dal polso un bell'orologio, invece, servirà qualcosa di davvero speciale ed è probabilmente il motivo per cui Apple ha incorporato come vice presidente dei progetti speciali Paul Deneve, ex AD di Yves Saint Laurent.
Tecnologia e paura del nuovo, infine, vanno di pari passo per definizione. Le possibilità di estendere le potenzialità umane di visione e memorizzazione con foto e video realizzati da dispositivi indossati e incorporati non ci spaventano più di tanto, anche affacciati alla finestra del cortile si vedono, memorizzano, elaborano e ritrasmettono informazioni che intaccano privacy altrui. Un possibile timore riguarda le modifiche di nostri comportamenti in funzione dei dispositivi che si indossano, come la necessità di inclinare velocemente la testa per "caricare" i Google Glass. I più critici potranno scrivere che sono loro ad indossare noi.

via ilmattino.it

venerdì 5 luglio 2013

Smartwatch, prima dei colossi arriva Androidly


Una delle immagini pubblicitarie di Androidly, lo smartwatch della startup omonimaUna delle immagini pubblicitarie di Androidly, lo smartwatch della startup omonima
MILANO - Lo smartwatch di Apple sta arrivando: il nome iWatch sarebbe stato registrato in Giappone, Messico, Russia, Taiwan e Turchia, il condizionale è d'obbligo perché da Cupertino non sono ancora giunte conferme in merito. L'imperativo dei colossi concorrenti è quello di non lasciare campo libero alla casa della Mela condannandosi al ruolo di inseguitori, come accaduto dopo il dirompente lancio del primo 

L'orologio intelligente con l'os di Google viene lanciato
sul mercato da una startup di giovanissimi indiani


iPhone, e MicrosoftGoogle e Samsung sono già al lavoro sulla loro soluzione. Sony si è portata avanti e ha buttato nella mischia un orologio intelligente. Sono già della partita anche Pebble, lanciato sulle ali del successo ottenuto sul portale di crowdfunding Kickstarter, e, non senza qualche difficoltà, l'italiano I'm Watch.
Androidly, lo smartwatch indieAndroidly, lo smartwatch indie    Androidly, lo smartwatch indie    Androidly, lo smartwatch indie    Androidly, lo smartwatch indie    Androidly, lo smartwatch indie
Il tratto comune dei neonati dispositivi e di quelli in gestazione è il dialogo costante con lo smartphone via bluetooth per permetterci di controllare in maniera più immediata alcune delle funzionalità e delle applicazioni che siamo abituati a gestire con l'inseparabile amico da tasca. Quattro studenti universitari di origine indiana residenti nel Regno Unito stanno provando a bruciare la più strutturata concorrenza sul tempo con un approccio diverso: rendere l'orologio intelligente completamente autonomo. Qualcosa di simile si è già visto in Cina, per stessa ammissione del Ceo della startup Apurva Sukant. La novità sta nell'aver piazzato in Androidly, questo il nome del dispositivo, il sistema operativo Android, versione 2.2 Froyo per la precisione. Siamo quindi praticamente al cospetto di un piccolo smartphone da polso con un display da 2 pollici con risoluzione 320x240, processore da 416 MHz, 256 MB di RAM, 512 MB di memoria interna e una fotocamera da 2 pollici. Secondo Sukant e i suoi tre colleghi, il più giovane dei quali ha 17 anni, gli utenti saranno ben contenti di poter aggiornare Facebook e Twitter, navigare in Rete, rispondere alle chiamate e inviare sms e farsi guidare dal Gps solo con l'ausilio di (mini)schermo e cinturino.

Potendo attingere a Google Play, il negozio di applicazioni di Android, lo smartwatch promette inoltre di far girare tutte le app gestibili dai 2 pollici. Bisognerà poi vedere come rendono gli uccellini arrabbiati di Angry Birds con una diagonale tanto contenuta. Disponibile in bianco, nero e grigio, Androidly si può pre-ordinare online al prezzo di 175 euro. Se le richieste saranno sufficienti la produzione inizierà a fine luglio. I quattro tenteranno anche la via di Kickstarter per raccogliere fondi, mentre l'ombra dei giganti si fa sempre più vicina.