mercoledì 11 gennaio 2012

Verbatim: via l'hard disk arriva il Solid State

Si chiamano Solid State Drive, e pur esistendo ormai da anni non si sono ancora affermati nel mercato dell'informatica nonostante gli innegabili vantaggi nel loro utilizzo rispetto ai tradizionali hard disk. Le ragioni di questo ritardo sono essenzialmente due: i costi relativamente elevati e la scarsa conoscenza delle loro caratteristiche da parte dei consumatori. Verbatim prova adesso a porre rimedio ad entrambi i problemi con un prodotto ingegnoso, come indica il suo stesso nome, "Solid State Drive Upgrade Kit". In pratica una soluzione dal prezzo accessibile, poco più di 100 euro per il taglio da "64 GB" (esistono poi modelli da 128 e 256 Gb), che soprattutto si propone di semplificare al massimo l'operazione più logica da compiere con un drive a stato solido, ovvero sostituirlo all'hard disk principale del computer per beneficiare dei suoi vantaggi. E prima di soffermarci sulla proposta di Verbatim è dunque opportuno spiegare il perché della superiorità della tecnologia Solid State. 

Il tradizionale hard disk, a fronte di una capienza che può ormai raggiungere i 3TB (!), non ha eliminato quelli che sono i suoi punti deboli, ovvero l'elevato consumo e calore prodotto, nonché la possibilità di malfunzionamenti e rotture delle sue parti meccaniche in movimento, dovuti ad urti o a stress da utilizzo. Al riguardo i drive Solid State, per adesso dalla capienza molto più ridotta e con dimensioni da 2,5 pollici, si propongono come un'autentica panacea. Infatti, i chip di memoria che sostituiscono il piatto magnetico presente sugli hard disk, eliminano i movimenti interni, consumano e scaldano molto meno, oltre a risultare molto più veloci nel funzionamento. Quanto al limite della capienza, appare destinato a risolversi nel tempo con un'escalation della capacità d'archiviazione simile a quella che ha contraddistinto le chiavette USB, mentre anche il costo più elevato si dovrebbe ridurre in modo apprezzabile una volta che la maggiore domanda allargherà le dimensioni dei processi produttivi.

Ver2L'Upgrade Kit di Verbatim, come detto, ha il pregio di porgere i vantaggi della tecnologia Solid State ai potenziali acquirenti in modo più semplice rispetto a quanto accaduto fin qui. Lo si capisce già aprendo la confezione del prodotto, assemblata pensando a tutti i possibili utilizzi del drive. Quest'ultimo lo troviamo già oggetto di un semi-assemblaggio, incastrato su una delle due metà di un guscio di contenimento e collegato ad una piccola scheda "bridge" dotata di connettività USB. Un "mini abito" che permette di collegare subito il drive ad un computer per trasferirvi la guida d'installazione ed il software di clonazione "Echo NTI" del quale parleremo fra poco. Se poi si completa la "vestizione" aggiungendo la seconda metà del guscio, allora il Solid State Verbatim diventa a tutti gli effetti un disco esterno portatile, mantenendo intatti i pregi di funzionamento sopra descritti.

Ma il vero valore aggiunto sta nel cuore dell'Upgrade Kit, vale a dire l'hardware ed il software che consentono di sostituirlo all'hard disk presente sul pc, che ha quasi sempre dimensioni di 3 pollici e mezzo. Sotto il primo aspetto, la soluzione sta in un comodo supporto, appunto da 3,5", nel quale alloggiare il drive Verbatim in modo da poterlo inserire nel computer allo stesso modo degli hard disk più grandi. Altra operazione preventiva da compiere, lo sganciamento del piccolo bridge USB poiché una volta nel pc, la connessione interna del drive alla scheda madre avviene tramite un normale cavo SATA. Una volta montato il Solid State, entra in gioco il citato software proprietario. Lanciando il programma Echo NTI, l'utilizzatore viene instradato in una semplice procedura guidata che gli consente di copiare i contenuti dell'hard disk principale, qualora ce ne sia più d'uno, sul modello a stato solido. E nel caso che i contenuti dell'unità C (quella che in Windows identifica la partizione principale) eccedano le dimensioni del drive Verbatim, il software permette di selezionare ed escludere dal processo di clonazione le parti non necessarie. Terminata l'operazione, possiamo tranquillamente lasciare l'hard disk tradizionale all'interno del pc in modo da espandere la sua capacità d'archiviazione complessiva, avendo l'accortezza di indicare, nel BIOS della macchina, il drive Solid State come quello d'avvio in quanto contenente il sistema operativo. La prova d'utilizzo del computer a cui è stato applicato l'Upgrade Kit ha confermato appieno i benefici apportati dalla tecnologia a stato solido. In particolare i tempi di caricamento di Windows 7 si sono praticamente dimezzati, ed accelerata in modo notevole è risultata l'esecuzione dei programmi più impegnativi, come quelli di editing video. Insomma, una volta entrati nel mondo Solid State è davvero difficile ritornare indietro.
via

Nessun commento:

Posta un commento