Fra gli oggetti che più simboleggiano la portata della rivoluzione multimediale in corso spiccano i Mediaplayer, apparecchi capaci non solo di riprodurre contenuti audio-video di ogni genere, ma di interagire sia con una Rete domestica che con il Web. La fortuna di questi oggetti dipende da vari fattori: il prezzo, che come spesso capita nell'elettronica di consumo si é generalmente molto ridimensionato, la versatilitá, intesa soprattutto come la compatibilitá con il maggior numero di formati possibili, ed anche, perché no, il design, elemento che ha acquisito maggiore importanza con l'estendersi dell'offerta. Tutti fattori di cui D-Link ha tenuto debito conto nel mettere a punto il suo Boxee Box, un device che non passa inosservato già nel momento in cui lo si estrae dal suo imballo e che rappresenta una delle soluzioni più intriganti nell'ambito dei riproduttori multimediali.
Prima di avventurarci nella descrizione del prodotto, partendo dalle sue singolari forme, è bene soffermarci sulla sua particolare filosofia d'utilizzo, affascinante in termini generali ma un po' frustrante per noi utenti italiani. Il motivo, infatti, sta nella predisposizione per il Web dell'oggetto, caratteristica che ne moltiplica le potenzialità nei Paesi dove la banda larga consente adeguate velocità di download e di riproduzione in streaming. Elementi, quest'ultimi, la cui citazione spiega già le limitazioni a cui va incontro il Boxee Box nel nostro Paese, e da cui consegue la ridotta disponibilità di contenuti multimediali fruibili via Web. Ben altra storia negli Stati Uniti, dove dall'interfaccia del dispositivo si può accedere a robusti servizi di video on demand, compresi film in Alta Definizione, piuttosto che a serie televisive assortite e ad una marea di contenuti musicali. Tutto ciò, come vedremo, non è comunque motivo sufficiente per scartare a priori l'acquisto del prodotto D-Link.
Restando in tema di connettività, bisogna sottolineare che il mediaplayer di D-Link per agganciarsi alla Rete può sfruttare anche la funzionalità Wi-Fi integrata con supporto anche al protocollo attualmente più veloce, l'802.11n. Per quanto attiene il "motore" interno del dispositivo, lo si può paragonare a quello di una macchina sportiva ma non di una Formula uno. Del resto, per poter offrire il Boxee Box ad un prezzo sicuramente contenuto, 230 euro, non si poteva ricorrere ai componenti hardware più performanti e costosi. Resta il fatto che il processore adottato, l'Intel Atom CE4100, "spalleggiato" da 1 GB di memoria RAM, ha dimostrato di cavarsela egregiamente durante la prova d'utilizzo, con una riproduzione puntuale anche in Alta Definizione. Resta da dire del telecomando, anch'esso dall'aspetto peculiare con una mini tastiera sul retro. Una soluzione intelligente che semplifica e velocizza l'inserimento di testi da parte dell'utente a condizione di prendere confidenza con i piccoli pulsanti.
Detto dei limiti, speriamo destinati a scomparire, della fruizione in streaming (ma se si conosce l'inglese i film a disposizione sono già moltissimi), il Box non delude nel suo compito elettivo, ovvero quello di mediaplayer domestico. Compatibile con il protocollo DLNA, collegato ad una rete domestica via Ethernet o con il Wi-Fi, l'apparecchio è in grado di prelevare e riprodurre ogni sorta di file audio-video nonché i principali formati fotografici. Una versatilità che arriva persino all'esecuzione di cartelle contenenti Blu-ray , seppur con il solo supporto al filmato principale senza la gestione dei menu. Ma questa limitazione, come altre, non è detto che sia definitiva poiché un altro elemento a favore del Boxee è il rilascio di nuove versioni del firmware che correggono i bug e potenziano ulteriormente il dispositivo.
via

Nessun commento:
Posta un commento