venerdì 24 febbraio 2012

Rim cede alle richieste indiane: server a Mumbai sotto il controllo del governo

Si intensifica la sorveglianza, già assai capillare, del governo indiano sulle comunicazioni Web che viaggiano attraverso il suo territorio. Dopo mesi di trattative estenuanti e diversi diniego, anche la canadese Rim, produttrice degli smartphone Blackberry ha ceduto: installerà alcuni server a Mumbai, per rendere più facile alle autorità l'eventuale intercettazione dei messaggi cripati scambiati con il servizio di messaggeria (BlackBerry Messenger) e delle email.



Non che ogni conversazione sia monitorata: quello che verrà concesso, secondo una dichiarazione della stessa azienda canadese, è l'acceso “lawful” ossia legittimo e rispettoso della legge, da parte della agenzie per la sicurezza nazionale. Non è chiaro però dove finiscano i limiti di tale accesso e come sarà possibile evitare abusi, anche tenendo conto di undocumento emerso di recente in Rete, secondo cui il servizi segreti militari indiani collaborerebbero sottobanco con diversi colossi dell'It per ascoltare le conversazioni via cellulari dei loro utenti. La notizia destò scandalo per qualche giorno, per poi, come spesso accade, finire nel dimenticatoio senza che venissse fatta piena chiarezza sulla veridicità o meno della stessa.

In ogni caso, il permesso di monitorare i nuovi server in funzione a Mumbai dovrebbe essere, secondo ilTimes of India, rilasciato a breve dal governo. Motivazione ufficiale: le connessioni criptate, come quelle effettuabili con il Blackberry, potrebbero essere sfruttate da dei terroristi per pianificare le loro attività al riparo da qualsiasi ascolto.

Secondo una dichiarazione del Ministero dell'Interno, i server sono già stati ispezionati da un pool di funzionari delle agenzie di sicurezza i quali, oltre a monitorare il traffico in gestito dai server, stanno provvedendo a mappare l'ubicazione e registrare il codice identificativo dei circa 5.000 server aziendali Rim esistenti nel Paese.

Finisce così un braccio di ferro che durava perlomeno da un paio d'anni, da quando cioè, nel 2010, Rim fu minacciata di venire bandita dal territorio indiano se non avesse ottemperato alle richieste dei servizi segreti. La minaccia poi non fu attuata, perché l'azienda si disse pronta a collaborare e, fin dal gennaio 2011, iniziò a sottoporre alle autorità una serie di proposte che cercavano di bilanciare le necessità della aziende e dei manager – l'aspetto della sicurezza delle comunicazioni è uno dei pochi aspetti su cui la società può far leva per resistere alla concorrenza di altri sistemi operativi, come quello di Apple e Android, che le hanno strappate cospicue quote di mercato – con quelle del governo.

Quello di Rim non è comunque un caso isolato. Sempre stando a quant scrive il Times, il Dipartimento delle Telecomunicazioni di Nuova Delhi sta facendo pressione anche su Nokia per addivenire a un accordo simile e monitorare le email scambiate tramite i cellulari della casa finlandese. Inoltre è stato chiesto a Yahoo! e ai fornitori di altri servizi email accessibili via Web, come Gmail, di far transitare tutte i messaggi di posta elettronica a cui gli utenti accedono dall'India, tramite dei server locali.

Questo per colmare una lacuna nel sistema di monitoraggio nazionale: fino ad ora, infatti, gli account creati all'estero non erano intercettabili, in quanto venivano gestiti da server situati in Stati esteri, solitamente negli Usa o in Europa.
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