Se RIM avesse potuto, il PlayBook lo avrebbe fatto con la tastiera fisica, proprio come tutti i suoi cellulari di maggior successo. Il problema è che un tablet con la tastiera non è un tablet, ma qualcosa che assomiglia più a un netbook, o a un ibrido.
Gli ingegneri della casa canadese, però, non hanno abbandonato l’idea e hanno deciso di tornare sulla questione passando dalla porta secondaria, quella degli accessori: ne è uscita questa Mini Keyboard, una vera e propria tastiera fisica con tanto di trackpad che si collega al PlayBook attraverso connessione Bluetooth.
Un oggetto che sarà certamente apprezzato da tutti coloro che mal digeriscono la tastiera virtuale, soprattutto su un dispositivo di dimensioni contenute (il display del PlayBook, lo ricordiamo, è di soli 7 pollici), ma che di fatto snatura un po’ il concetto del tablet, un dispositivo nato per far dimenticare il netbook e tutti gli altri dispositivi portatili che si richiudono “a libro”.
Per il PlayBook, che il mese scorso ha subito il più importante aggiornamento software da quando è arrivato sul mercato (sugli scudi soprattutto il ricchissimo client di posta), si tratta comunque di una risorsa in più per convincere gli utenti – e in particolare quelli che col tablet ci vorrebbero pure lavorare - delle bontà del proprio prodotto.
Nella nuova configurazione, tablet più tastiera, il PlayBook può essere infatti un buona alternativa al nuovo Asus Transformer Prime, il dispositivo trasformista capace di comportarsi da tablet o da netbook a seconda delle esigenze.
Il prezzo, sul mercato americano è di circa 120 dollari, una cifra non indifferente rispetto ad analoghe soluzioni sviluppate da terze parti ma che appare giustificato in virtù di alcuni punti di forza: la connettivitàinnanzitutto (l’accoppiamento Bluetooth dovrebbe essere stabile e sicuro, grazie anche alla cifratura a 128 bit), la durata della batteria (si parla di 30 ore di autonomia) e la presenza di una case ripiegabile per contenere entrambe le unità (tablet e tastiera).
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