sabato 8 ottobre 2011

Facebook è multilingue con il traduttore online

Lo strumento utilizza Bing e le correzioni degli utenti. E' già attivo in vari Paesi, Italia compresa.
Solo poche settimane fa Google ha implementato in Google+ la possibilità di tradurre flussi di contenuti stranieri nella propria lingua. Facebook non poteva non adeguarsi ad un tool del genere, e lo ha fatto in poco tempo. Senza presentazioni ad hoc (solo due righe sulla pagina di Facebook Pages), la funzione in linea per tradurre post e commenti è attiva da mercoledì anche se in molti non se ne sono accorti. Adesso accanto al tastino “mi piace” in ogni commento o post, scritto in una lingua diversa da quella del paese dal quale ci si collega, appare la dicitura “traduci”. La prima volta bisogna accettare la nuova opzione (che in questo caso non dovrebbe portare problemi di privacy) con la quale sarà anche possibile intervenire direttamente sul testo tradotto, per suggerire una traduzione migliore o termini più adeguati al contesto.

La funzione Translate per ora è disponibile solo per le pagine pubbliche, lo sarà presto per il profilo individuale. E’ attiva di default su ogni pagina ma gli amministratori possono intervenire direttamente sulle impostazioni. Per fare ciò è necessario andare in “Modifica Pagina” poi in “Le tue impostazioni” e nell’ultima casella selezionare la voce “Admin, community and machine translators”. In questo modo l’amministratore può intervenire direttamente sulle traduzioni della propria pagina e abilitare i suggerimenti della comunità. In una sorta di meritocrazia digitale, gli iscritti alla pagina possono votare le traduzioni degli utenti che, quando avranno raggiunto un numero sufficiente di votazioni, andranno a sostituire il testo suggerito da Bing. Le parole tradotte possono essere gestite dagli amministratori utilizzando il gestore di traduzioni sotto i post delle pagine pubbliche che controllano.

Molti marchi internazionali stanno creando le proprie pagine su Facebook ponendo le basi per un allargamento generale dei propri fan (un esempio sono le pagine delle squadre di calcio). La possibilità di avere i propri messaggi tradotti, nella maniera più precisa possibile dagli utenti stessi, rappresenta un modo economico e condiviso per coinvolgere maggiormente il pubblico straniero. C’è chi già pensa ad un futuro prossimo, quando Bing potrebbe portare la traduzione dei messaggi in chat, l’ultimo colpo alle barriere linguistiche sul web.


Fonte: La Stampa

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