lunedì 12 marzo 2012

TecnoProve Console Sony Ps Vita



Nell'elettronica di consumo siamo ormai abituati a considerare normale il succedersi di più versioni relativamente alle varie tipologie d'apparecchio, quasi un fatto dovuto. Eppure non è esattamente così ed anzi, parlando di console portatili, per sfornare un nuovo modello servono non soltanto spalle aziendali molto larghe, ma anche una dose di coraggio non indifferente. Incalzati dalla concorrenza di smartphone e tablet, assediati dalla pirateria, questi device si sono trovati negli ultimi tempi in una situazione di mercato non facile, nella quale l'unica alternativa all'uscita di scena sta nel rilanciare con forza sul piano dell'innovazione. Ed è esattamente la scelta fatta da Sony con un apparecchio che, per quanto appena esposto, è frutto di una scrupolosa riflessione progettuale nonché di un'attento percorso d'avvicinamento alla sua commercializzazione, con un fitto programma di anteprime e test per renderlo il più possibile coincidente con le aspettative dei potenziali utilizzatori. Ps Vita, insomma, non è soltanto la miglior console portatile in circolazione, fatto abbastanza prevedibile in un mercato, quello tecnologico, dove all'ultimo arrivato si richiede inevitabilmente di più rispetto ai predecessori, ma anche un device che il colosso giapponese vorrebbe "a prova di futuro", se non quello lontano almeno quello immediato. Che riesca a portare a termine la sua missione, poi, è tutto da vedere, anche perché delle molte variabili sul campo alcune sono fuori dal controllo della stessa Sony.

Per dare Vita all'erede della Psp, Sony ha dovuto innanzitutto trovare una risposta alla domanda di partenza: che cos'è una console portatile oggi? Quesito non semplice, dove è molto più facile procedere per negazioni piuttosto che con affermazioni stentoree. Dunque, in un'era nella quale tutto o quasi passa da Internet, un apparecchio siffatto non può più limitarsi alla semplice esecuzione dei videogiochi. Ed ancora, con il dilagare di tablet e smartphone non ci si può permettere di attrezzarlo con uno schermo che non sia touchscreen e di ampie dimensioni. Inoltre, ed è stata probabilmente questa la riflessione più difficile, non si può più pensare di vendere il software collegato unicamente nel modo tradizionale, con la disponibiità di un supporto fisico da comprare in negozio. Da tutte questa negazioni Sony è partita per arrivare ad ottenere quello che innanzitutto si può definire un prodotto ibrido, dove l'aggettivo indica la predisposizione ad accogliere le varie forme di espressione multimediale, di cui quella ludica, pur non essendo l'unica, resta comunque quella elettiva per questo dispositivo.

La ricognizione esterna evidenzia un grande affollamento di controlli ed ingressi/uscite pur avendo a che fare con un oggetto le cui dimensioni ricalcano quelle della precedente Psp, con un peso, 260 grammi, molto contenuto in termini assoluti ed ancor più sorprendente una volta impugnata la console che trasmette una rassicurante sensazione di solidità costruttiva. I comandi sulla parte frontale sono equamente suddivisi ai lati dell'ampio schermo touch capacitivo OLED da 5 pollici con risoluzione di 960x544 pixel. In particolare sulla destra troviamo i quattro tasti tondi caratteristici dei sistemi PlayStation e, più in basso, i pulsanti "select" e "start"; presente anche il piccolo obiettivo della fotocamera frontale. A sinistra sono invece disponibili i quattro tasti direzionali e sotto il pulsante Ps che permette il ritorno all'home page. Su entrambi i lati, poi, sono disponibili due piccoli stick analogici che fanno la felicità dei giocatori incalliti permettendo di aggiungere precisione d'esecuzione. E se la dotazione frontale non fa rimpiangere i controller delle console domestiche, a soprendere è la soluzione adottata per il retro della Ps Vita, dove oltre all'obiettivo posteriore è posizionato un grande touch-pad che permette di estendere ulteriormente l'esperienza di gioco. Quanto alle menzionate fotocamere, oltre a fissare immagini a bassa risoluzione (utili anche a creare l'avatar di un giocatore) permettono delle interessanti applicazioni ludiche di realtà aumentata.

Vita sfrutta al meglio anche i suoi profili laterali: nella parte inferiore, oltre al connettore per gli auricolari/cuffie, troviamo la presa proprietaria che accoglie il cavo Usb per il collegamento al computer, effetuato il quale è possibile il trasferimento all'interno del dispositivo di contenuti audio-video previa l'installazione sul pc del software "Assistente gestione contenuto". Inoltre, aprendo un piccolo sportellino ricurvo si ha accesso al vano per le memory card proprietarie. Di dimensioni leggermente superiori a quelle di una microSD, permettono la memorizzazione e l'esecuzione di contenuti scaricabili oltre che il salvataggio dei dati di gioco. Sul lato superiore della console spiccano i piccoli tasti di accensione/spegnimento e di regolazione del volume. A destra e sinistra sono poi posizionati due bumper, anch'essi preziosi per i gamers che possono ad esempio utilizzarli quale grilletto negli "sparatutto". Sempre nel profilo alto sono presenti altri due sportellini. Il primo cela un connettore multiuso, il cui impiego diverrà più chiaro in futuro man mano che Sony rilascerà accessori dedicati. Quanto al secondo sportellino, nasconde il connettore deputato ad accogliere i supporti fisici, di aspetto simile ad una scheda SD, contenenti i giochi. Quest'ultimi hanno quindi dimensioni completamente diverse dai dischetti con il software per la Psp, ed infatti la Vita non è compatibile. Una scelta che non tutti potrebbero apprezzare, anche se Sony permette agli utenti di scaricare gratuitamente sulla nuova console i giochi per i quali si è già effettuato il download su Psp.

Come detto, il supporto fisico è divenuto uno dei modi per caricare il contenuto ludico. L'altro è quello di effettuarne il download diretto utilizzando la connessione Web piuttosto che sfruttando il connubio con l'autentico fratello maggiore del device mobile, ovvero la PlayStation 3. Attraverso la console domestica, recandosi sul PlayStation Network, è possibile acquistare e scaricare giochi per Ps Vita, dove possono essere poi facilmente trasferiti mediante il collegamento via cavo con la Ps3. Del resto il connunbio con la PlayStation 3 rappresenta un autentico valore aggiunto della nuova console Sony, fra l'altro con la suggestiva possibilità per due giocatori di confrontarsi fra loro utilizzando uno l'apparecchio domestico e l'altro quello portatile, questo grazie alla funzionalità denominata "multiplayer cross-platform". Resta da dire, a livello hardware, della dotazione interna, a dir poco di tutto rispetto. Il "cuore" di Vita, infatti, è un notevole processore Arm a quattro core che unito all'altrettanto performante motore grafico ed a 512 MB di RAM garantisce potenza di calcolo da vendere in ogni situazione. Quanto alla connettività dell'apparecchio, offre Wi-Fi, Bluetooth e modulo GPS, con un'applicazione "Mappe" precaricata. Inoltre, con un sovraprezzo di 50 euro (299 contro i 249 del modello base) si può acquistare la versione dotata anche del 3G, per ora offerta in esclusiva da Vodafone, con la possibilità quindi di accedere al Web in qualsiasi situazione.

L'interfaccia della console, e passiamo al capitolo software, è un ulteriore punto di forza dell'apparecchio, concepita in un'ottica interamente touch e con una navigazione intuitiva alla portata di tutti. Alle varie funzionalità si accede con il tocco su una delle icone tonde presenti sull'home-page. E così è possibile inoltrarsi nelle sezioni "Musica", "Video", "Foto", oltre che aprire il browser per la navigazione su Internet. Quest'ultima si è rivelata molto efficace, e grazie all'ampio schermo l'esperienza è sicuramente superiore a quella offerta da uno smartphone. Il caricamento delle pagine Web avviene con sufficiente velocità mentre la digitazione di indirizzi e testi avviene facendo ricorso alla tastiera virtuale. Fra le applicazioni preinstallate segnaliamo "Spazio di benvenuto", con un tutorial ed alcuni minigiochi, "Party", che consente di comunicare con gli amici presenti online anche mentre si sta giocando, "Messaggistica di gruppo", una chat vocale e testuale che può coinvolgere fino a otto utenti, nonché "Near", ovvero un network di gioco che consente di interagire con i propri amici del PlayStation Network.

Chiudiamo con i giochi, vale a dire l'elemento che alla fine della fiera determinerà il successo o meno di Ps Vita e sul quale, paradossalmente, al momento non c'è molto da dire. Non tanto per il parco di titoli inevitabilmente ancora limitato, quanto per il fatto che già con quelli a disposizione si può sentenziare che l'esperienza ludica garantita dalla console è un gradino al di sopra di qualsiasi altro device portatile. Ma questo, come dicevamo in apertura, non significa che la missione sia compiuta. La vera concorrenza da battere, infatti, è quella degli smartphone (e in parte dei tablet) che a prezzi ridotti offrono giochi assai più grezzi ma concepiti in una logica interamente touch che coinvolge facilmente il vastissimo pubblico dei gamers occasionali. Starà dunque alla fantasia degli sviluppatori di Vita offrire titoli che riescano a tenere insieme la platea dei giocatori esperti ed esigenti con quella dei neofiti. La partenza è sicuramente buona, con giochi articolati e spettacolari quali "Uncharted L'Abisso d'oro" e "WipeOut 2048", ed altri più semplici e intuitivi come "Little Deviants". Per ognuno di essi è evidente lo sforzo di sfruttare il vastissimo parco di controlli offerto dalla console senza però complicare troppo la vita all'utilizzatore, anche se l'aspetto cruciale resta quello del "bilanciamento" fra l'uso tradizionale e quello touch del dispositivo. I primi riscontri di vendita di Ps Vita sono positivi, ma il giudizio sull'efficacia del prodotto resta sospeso per una colossale partita commerciale che per Sony non è assolutamente un gioco.

Via Unità.it

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