domenica 6 novembre 2011

Piccoli monitor crescono la televisione è online


In un solo mese il totale dei suoi contenuti equivale a quello realizzato in sessant'anni dalle tre maggiori emittenti Usa. Tutto prodotto dagli utenti. Ora al sito di video sharing di Google la buona volontà amatoriale non basta più. E così ha progettato di diventare un vero network con l'aiuto di Madonna e Jay-Z


E ORA la televisione la vedremo su YouTube. L'azienda fondata sei anni fa da Chad Hurley pochi giorni fa ha svelato il suo più ambizioso progetto: lanciare, cominciando tra qualche settimana, ben cento canali televisivi sul Web, con contenuti originali, realizzati con partner come il Wall Street Journal, star come Madonna, attori come Ashton Kutcher o magazine online come Slate. Google, proprietaria di YouTube, ha deciso così di spostare l'asse di YouTube, nato come sito di video sharing che offriva contenuti generati dagli utenti, verso il mondo della televisione, anche se di una tv completamente nuova, tutta sul Web e totalmente on demand.




La maggior parte dei cento canali sarà online entro la fine del 2012. Nei piani di YouTube c'è la produzione di circa venticinque ore di programmazione originale quotidiana, sostenuta da sponsor e partner e da un investimento, da parte di Google, di cento milioni di dollari. Molti canali saranno tematici, ma molti saranno invece affidati a singole personalità, tra le quali Anthony Zuiker, il creatore di CSI, il rapper Jay-Z, la star del basket Shaquille O'Neal, l'attore Rainn Wilson, Madonna, che sta lavorando alla realizzazione di un canale chiamato DanceOn, e il campione di skateboard Tony Hawk.

Ci saranno editori come Thomson Reuters e Hearst, studi cinematografici come Lionsgate o televisivi come FremantleMedia, fino a produttori celeberrimi come Michael Eisner, ex capo della Disney, che con la sua casa di produzione Vuguru sta lavorando con Stan Lee, l'inventore dei supereroi 


della Marvel, alla creazione di un canale intitolato Stan Lee's YouTube World of Heroes.

Secondo alcune fonti, YouTube pagherà cento milioni di dollari ai produttori come anticipo sugli introiti pubblicitari che riusciranno a portare sui propri canali, il massimo di ogni finanziamento sarà di cinque milioni circa e i profitti verranno divisi tra YouTube (45 per cento) e i produttori (55). Secondo Robert Kyncl, responsabile delle partnership di YouTube, "molti di questi canali di nuova generazione definiranno il futuro della tv", e probabilmente non ha torto.

Perché YouTube ha già da tempo cambiato il nostro rapporto con la televisione, scavalcando addirittura, per le giovani generazioni, la tv stessa, con la sua assenza di palinsesti, con i contenuti completamente "orizzontali", tutti con pari dignità, sia che si tratti di esibizioni di star che di video autoprodotti da sconosciuti, con l'immediatezza dei cellulari dai quali vengono caricate liberamente immagini di ogni possibile evento, pochi istanti dopo l'accaduto, spesso molto prima di telegiornali e siti web d'informazione. YouTube ci ha abituato a trovare tutto sempre, ad avere a disposizione il più grande archivio di immagini mai creato, a condividere spezzoni di televisione, recentissimi o preistorici, a integrare il tutto con Facebook consentendoci di creare dei canali personali, a vedere contenuti internazionali quasi in diretta.

Tutto quello che era legato alla vecchia tv, ai palinsesti, agli orari, agli appuntamenti, alla pubblicità è lontano dalla filosofia di YouTube, e l'arrivo di questi cento canali, con programmi inediti, non farà che spostare questa frontiera ancora più in avanti. Tutti i nuovi televisori sono dotati di collegamenti a Internet, hanno l'app di YouTube già integrata, proprio perché il servizio vuole uscire dai confini del web e conquistare il posto d'onore sul televisore che abbiamo in salotto.

E tutto sta accadendo molto in fretta: la rivoluzione di YouTube è iniziata poco più di sei anni fa, il 23 aprile del 2005, quando sul sito è stato postato il primo video, frutto di un'idea che tre ragazzi, Chad Hurley, Steve Chen e Jawed Karim, avevano avuto qualche mese prima. I tre si erano conosciuti lavorando per PayPal, erano studenti e avevano pensato di risolvere il problema di condividere in maniera semplice i video attraverso Internet. Oggi YouTube, acquisito nell'ottobre 2006 da Google, è uno dei tre siti più frequentati al mondo, offre milioni di video, la gran parte prodotti dagli utenti ma anche spezzoni televisivi e cinematografici, interi film, concerti e programmi tv.

Tra gli infiniti clip di YouTube c'è di tutto: le immagini familiari, quelle scolastiche, i souvenir di viaggio, i concerti "rubati" con il cellulare, le parodie e i karaoke, la vita vera che irrompe nello schermo di Internet senza filtri. Ma anche lo street journalism, le immagini in diretta degli avvenimenti di cui la gente è testimone. E poi i videoclip, i film, gli spezzoni della tv di ieri e di oggi, la cronaca e il divertimento. I cento canali di YouTube sono solo l'inizio di quella che, nelle idee di Page e Brin, i boss di Google, potrebbe essere la spallata definitiva all'impero della tv come l'abbiamo conosciuta, un tentativo di ridefinire non solo i contorni ma anche il centro di un'industria che sta attraversando una fase di rinnovamento e che, tra pochi anni, avrà comunque cambiato volto.

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Il grande passo di Google: lanciare una televisione via cavo a pagamento negli Stati Uniti


Televisione via cavo a pagamento: sarà il prossimo passo di Google, secondo un'indiscrezione pubblicata dal Wall Street Journal. Il colosso hi-tech ha investito nella costruzione di una rete internet ultraveloce in una città degli Stati Uniti. Significa superare i tradizionali confini per entrare in un'arena affollata. E come in una partita a scacchi muove le sue pedine dopo aver rilanciato i progetti dei canali su YouTube e della Google Tv. Per conquistare anche lo schermo della televisione.
La sperimentazione è in corso a Kansas City: entro la fine dell'anno è prevista la conclusione dei lavori per una rete in fibra ottica che arriva fino alle abitazioni. Sarà capace di trasportare dati alla velocità di un Gigabit al secondo. Nel frattempo, però, Google porta avanti le trattative con i fornitori di contenuti come Walt Disney, Time Warner e Discovery Communications. E all'offerta televisiva può associare anche le telefonate e il traffico dati. Insomma, se le voci raccolte dal quotidiano economico saranno confermate, diventa una piattaforma integrata "triple play" in grado di gestire l'intera esperienza della navigazione su internet. Ma non pensa di fermarsi agli Stati Uniti. In precedenza aveva annunciato di voler sbarcare con il programma "Fiber" anche in un centro urbano dell'Europa.

Negli ultimi mesi "Big G" ha accelerato sui video. È recente il lancio di cento canali con YouTube: sono affidati a star dello spettacolo, campioni, editori. Trasmetteranno 25 ore di programmazione originale al giorno: rappresentano un passo in avanti strategico che amplia i confini dell'immenso archivio di filmati nel sito di videosharing. Inoltre sono in corso da mesi trattative con le major di Hollywod per espandere il noleggio di film e show su internet, già abilitato ad esempio in Gran Bretagna, unica nazione europea dove gli utenti possono acquistare film da vedere in streaming su YouTube. Si moltiplicano anche le iniziative per le trasmissioni in diretta, ad esempio durante eventi come la campagna presidenziale negli Usa. Inoltre aumenta il passo della Google Tv, arrivata di recente alla seconda generazione. È integrata con televisioni Sony e con un dispositivo "set top box" di Logitech. Non ha incontrato, però, l'interesse degli utenti. Ma con le ultime evoluzioni ha semplificato l'interfaccia per trovare i video su internet e ha aperto un'area dedicata alle applicazioni nell'Android Market.

Apple prepara le novità per il 2012. Tim Cook: il tablet di Amazon favorirà l'iPad


Due nuovi iPad e una lunga carrellata di aggiornamenti sostanziali per iPhone, MacBook Air e iMac. Stando alle indiscrezioni circolate in Rete nelle ultime ore, questo il menu che Apple si appresta a servire nel corso del 2012. Fatta eccezione per i desktop professionali Mac Pro, che potrebbero anche uscire di produzione stando ai bene informati, nella lista stilata a Cupertino c'è praticamente tutto il meglio del catalogo della Mela.
I rumors parlano in buona sostanza del più importante restyling di prodotto della storia di Apple, che andrebbe quindi ben oltre l'aggiornamento delle configurazioni di computer e telefoni registrato quest'anno e a toccare tanto le funzionalità quanto il design dei prodotti stessi.

Partendo dall'iPad, la società californiana avrebbe in serbo un doppio colpo. Circola infatti l'idea che sul mercato arriveranno due nuovi modelli (noti con i nomi in codice J1 e J2), che la società metterebbe in vendita con tempistiche differenti per contrastare meglio le velleità della concorrenza. A marzo potrebbe materializzarsi un aggiornamento dell'iPad 2 con un dispositivo ancora più sottile di quello attualmente in commercio e con un'autonomia delle batterie superiore mentre il debutto del tablet di terza generazione è atteso per il terzo trimestre del 2012. Quanto alla prossima generazione di iPhone e iMac, il presunto rilascio sarebbe fissato per la seconda metà del prossimo anno.

Il successore di Steve Jobs, stando a quanto apparso su vari siti hi-tech, ha etichettato il nuovo Kindle Fire come un prodotto che favorirà l'iPad e penalizzerà tutti gli altri vendor di tablet Android. Il perché della "sparata" del ceo di Apple è in sintesi questo: la tavoletta "low cost" di Amazon è basata su una versione di Android fortemente personalizzata, tale da impedire addirittura l'accesso negozio di applicazioni e l'utilizzo di servizi chiave come YouTube, e aumenterà di conseguenza la frammentazione della piattaforma di Google.
In attesa dei nuovi botti c'è da registrare l'ipotesi che, stando agli ordini inviati da Cupertino ai fornitori dei componenti dell'iPad 2, Apple dovrebbe immettere sul mercato ulteriori due milioni di tablet entro fine anno, superando le iniziali previsioni di vendita. Una notizia che certo non farà piacere a Google e alla stessa Microsoft (che punta sul nuovo Windows 8 per recuperare il tempo perduto nelle tavolette) così come indigesta ai vertici del colosso di Mountain View è sicuramente la recente pubblica uscita (frutto di una chiacchierata con un analista di Barclays) di Tim Cook.
Curioso notare come Cook sia dell'idea che il Kindle Fire possa avere successo e diventare in breve il tablet Android più diffuso ma al tempo stesso sia anche convinto che tale escalation favorirà l'adozione dell'iPad in considerazione della stabilità e dell'affidabilità dell'ecosistema della Mela, e quindi di iOs e dell'App Store. In buona sostanza il numero uno di Cupertino sottolinea il fatto che «più c'è frammentazione in Android, meglio è per Apple», con la speranza che questo si traduca in un numero sempre maggiore di utenti che abbandoneranno la piattaforma di Google. Male che vada, sempre secondo Cook, i consumatori che sposeranno la tavoletta di Amazon (che pare sia dell'idea di puntare su un modello da 8,9 pollici anziché quello previsto da 10) perché attratti dal prezzo concorrenziale del Kindle Fire saranno coloro inizialmente intenzionati a comprare prodotti di Samsung, Motorola, Htc e altri vendor. Anche perché, questa la conclusione dello scoppiettante intervento dell'ex braccio destro di Jobs, non è possibile produrre un tablet di elevata qualità stando al di sotto dei 500 dollari sui prezzi di listino. Come dire: inutile aspettarsi ribassi di sorta negli Apple Store, almeno fino alla primavera prossima.

sabato 5 novembre 2011

TecnoEventi Huawei Dalla Cina smartphone e tablet

Chi fa da sé fa per tre. Il vecchio detto popolare fa breccia anche ad Oriente fra le aziende tecnologiche, le stesse che per anni hanno visto rimarchiare i loro prodotti con i brand delle più celebri multinazionali dell'elettronica di consumo. Adesso è arrivato il momento di fare in proprio pure nei mercati dell'Occidente, ma nel caso di Huawei c'è qualcosa di più. Innanzitutto stiamo parlando di un autentico colosso, oltre 30 miliardi di dollari di fatturato dei quali 450 milioni in Italia, definito da Wikipedia come "il più grande fornitore di rete e apparecchiature di telecomunicazioni in Cina e il secondo più grande fornitore di apparecchiature per gli impianti di telecomunicazioni mobili a livello mondiale". E se quindi ci si poteva aspettare l'apertura anche nel nostro Paese di una significativa rete di vendita e di distribuzione, a stupire sono le sue dimensioni, ben 500 persone impiegate, e soprattutto la recente messa in opera di un prestigioso centro di ricerca a Milano.

Il gigante di Shenzen ha poco mostrato ai media italiani la sua nuova ed aggressiva gamma di prodotti composta da vari smartphone e da un interessante tablet pc. Fra i primi il modello top di gamma si chiama Honor ed è uno smartphone molto evoluto con ampio display da 4 pollici e potente processore dual core da 1,4 GHz assistito da 512 MB di RAM. Dotato di connettività telefonica completa, Wi-Fi e Bluetooth, l'apparecchio ha ingombri contenuti con uno spessore di 10,9 millimetri ed un peso di 140 grammi. Ed ancora, dispone di una fotocamera da 8 MP e di un'altra, frontale per le videochiamate, da 2 MP. Molto potente la batteria, 1900 mAh, che per il costruttore "garantisce tre giorni di durata con un normale utilizzo". A completare il quadro, la memoria interna da 4 GB dell'Honor, espandibile con scheda SD fino a 32 GB.




Lo smartphone top di gamma è equipaggiato con sistema operativo Android 2.3 "Gingerbread", caratteristica comune anche agli altri due modelli mostrati a Milano, il Vision e il Sonic, con display leggermente più piccoli, 3,7" e 3,5", e una dotazione hardware comunque rilevante nonché una memoria sempre espandibile. Quanto al tablet, si chiama Huawei MediaPad ed è equipaggiato con sistema operativo Android 3.2 "Honeycomb". Il display è da 7 pollici con una risoluzione di 1280x800 pixel, mentre lo spessore è di 10,5 millimetri ed il peso di appena 390 grammi. La connettività HSPA+ da 14.4Mbps unita al Wireless, rendono disponibile l'accesso ad Internet in qualunque situazione logistica. Collegato ad un televisore o proiettore un attraverso l'uscita HDMI, il MediaPad può generare immagini fino a risoluzione Full HD. Infine, va segnalata la fotocamera da 5 MP (oltre alla frontale da 2 MP) e la memoria interna da 8 GB espandibile grazie allo slot per micro SD.


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Dissequestrati 493 siti web vittoria storica dei provider


Il blocco era stato richiesto, e ottenuto, dalla multinazionale della moda Moncler nell'ambito di una campagna contro la vendita di prodotti contraffatti online. Il giudice - che ha giudicato "esorbitante" l'oscuramento - ha invitato a raccogliere altre prove che permettano di confermare il reato. Una sentenza che evita i sequestri facili dei siti.


D'ORA in avanti sarà più difficile sequestrare un sito web in Italia e i provider internet difenderanno i diritti degli utenti contro eventuali abusi dei detentori di marchi e diritti d'autore. I provider (attraverso le associazioni Aiip e Assoprovider) hanno vinto infatti per la prima volta un ricorso con cui si opponevano a un ordine di sequestro. Il Tribunale di Padova oggi ha annullato quello di 493 siti, richiesto e in precedenza ottenuto dalla multinazionale della moda Moncler 1 nell'ambito di una campagna contro la vendita di prodotti contraffatti online.

Il sequestro è stato però ingiustificato, secondo il giudice delle indagini preliminari Lara Fortuna, che firma il provvedimento che lo annulla. Motivo: non ci sono elementi sufficienti per ritenere che quei siti vendano prodotti contraffatti, visto che il solo elemento provato era il nome "Moncler" negli indirizzi web. Il che, secondo il giudice, giustifica la prosecuzione degli indagini, ma non l'oscuramento preventivo dei siti. Per il quale servirebbe invece un nesso "certo" tra il nome del sito e il reato. Il giudice definisce quindi "esorbitante" l'oscuramento e invita a raccogliere altre prove che permettano di confermare il reato.

È un passaggio cruciale della sentenza: significa- proprio come affermavano i provider- che è esagerato sequestrare i siti senz'altra prova che un indirizzo sospetto. Il rischio era quello di inaugurare l'era dei sequestri facili e sbrigativi del web: una linea dura che certo potrebbe piacere ai detentori di marchi e di diritto d'autore. Ma che porta con sé un pericolo: di fare mattanza di siti magari innocenti, finiti nel mucchio di una grande lista (come quella di Moncler), per reati che vanno dalla violazione del diritto d'autore alla diffamazione.

Insomma, il provvedimento di Padova è il primo freno al sequestro facile e chiede maggiore cautela nell'usare quest'arma, in precedenza adoperata a volte con una certa leggerezza. Moncler ribadisce aRepubblica.it di aver chiesto di oscurare i siti per "tutelare i propri consumatori dall'acquisto di prodotti contraffatti". E che questo reato accumunava tutti i 493 siti, almeno al momento della denuncia (a una nostra verifica molti di loro erano invece inattivi o vuoti subito dopo l'ordine del sequestro). Moncler afferma quindi di non aver mai chiesto il sequestro di siti che si limitino a contenere quel nome nell'indirizzo; ma lo fa solo per quelli che effettivamente vendono merce contraffatta.
Fatto sta che secondo quest'ultimo provvedimento del Tribunale di Padova non c'erano elementi sufficienti a conferma di tale reato. E tanto basta perché i provider possano parlare di "vittoria storica". "Questo cambierà tutto. Significa che i provider possono finalmente porsi a tutela degli utenti, opponendosi d'ora in avanti ai sequestri che ritengono illegittimi", dice Fulvio Sarzana, avvocato dei ricorrenti ed esperto di diritto di Internet. In precedenza, i provider non erano nemmeno riusciti a far discutere in aula un proprio ricorso contro un sequestro. I tribunali- nel caso dell'oscuramento di The Pirate Bay, per esempio- avevano sostenuto che i provider non avessero diritto di opporsi, perché non erano imputati dell'eventuale reato. Il Gip di Padova, a quanto si legge nel provvedimento, riconosce invece anche questo diritto. Forse d'ora in avanti quindi sarà meno facile far sequestrare un sito web. Ad oggi sono 6 mila quelli bloccati in Italia, di cui 900 per pedopornografia e 2.500 per giochi e scommesse clandestine. I provider vogliono porre un freno agli oscuramenti per altri tipi di reati: pirateria, contraffazione e diffamazione, che riguardano i restanti 1.500 siti.


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Il sistema operativo mobile di Mozilla pronto nel 2012


Secondo una road map pubblicata sul proprio sito web, gli sviluppatori di Mozilla stanno per iniziare il test di un nuovo sistema operativo mobile che dovrebbe consentire ai produttori di smartphone la commercializzazione dei propri prodotti con entro giugno 2012.
Mozilla ha annunciato il progetto, denominato Boot di Gecko (B2G), nel mese di luglio, descrivendolo come un sistema operativo per dispositivi mobili che eseguono applicazioni principalmente sul web. Nell'intento di Mozilla e del proprio sistema operativo B2Gc'è la speranza di aiuterà a risolvere un problema che da tempo affligge il settore mobile: gli sviluppatori infatti devono riscrivere le applicazioni per ogni sistema operativo.

L'obiettivo di B2G è quello di creare una struttura che consentirebbe alle applicazioni di essere eseguite dal Web su qualsiasi sistema operativo, a condizione sia supportata la tecnologia di B2G. Entro la fine di quest'anno, gli sviluppatori sperano di avere le funzioni di base integrate per gestire un accelerometro, la fotocamera, la messaggistica, e le gestione della durata della batteria. A ruota Mozilla sta sviluppato anche l'interfaccia utente, che prende il nome di Gaia.
Le prime immagini della beta dell'interfaccia indicano che appare relativamente simile alle quelle degli iPhone e degli smartphone con Android. Durante il primo trimestre del 2012 gli sviluppatori contano di avere pronte anche le applicazioni più sofisticate e le funzioni principali come Bluetooth, USB e NFC, oltre ad un app store dedicato. Il secondo step sarà l'integrazione di un e-book reader, di un lettore multimediale e di un browser web.
B2G utilizza parti del codice di Android, il sistema operativo basato su Linux e sviluppato da Google. Mozilla ha già lavorato su una serie di progetti mobile in passato che hanno però avuto poco successo. Già nel 2004 era stato avviato lo sviluppo di un browser mobile chiamato Minimo, che ad un certo punto aveva anche avuto investimenti da parte di Nokia, ma il progetto è poi svanito nel nulla. Lo scorso anno Mozilla ha lanciato un nuovo browser chiamato Fennec, disponibile sia per Android sia per iPhone, anche se non è chiaro quanti lo usino visto che la maggior parte dei sistemi operativi per smartphone attualmente hanno già integrato un proprio browser.

venerdì 4 novembre 2011

Wii ostacolata dai preparativi per Wii U


Games – Nintendo ha giustificato la mancanza di nuovi giochi per Wii con gli sforzi per la realizzazione della Wii U.   Al di là di The Legend of Zelda: Skyward Sword, gli unici titoli sviluppati dalla compagnia sono stati Kirby’s Epic Yarn e Wii Play Motion.   Durante l’ultima relazione finanziaria il presidente Nintendo, Satoru Iwata, ha dichiarato: “La realizzazione di nuovi giochi è fondamentale per mantenere vivo il mercato di una piattaforma”.   “Nella prima metà dell’anno abbiamo cercato di mantenere dinamico il mercato della piattaforma attuale con il software first-party lanciato l’anno precedente, visto che a causa degli sforzi per la preparazione della nuova console abbiamo avuto dei ritardi nello sviluppo dei nuovi giochi”.

Apple al lavoro per migliorare l'autonomia dell'iPhone 4S


I primi fortunati possessori dell'iPhone 4S se n'erano già accorti. La batteria del nuovo super smartphone di casa Apple ha subito mostrato qualche debolezza in fatto di autonomia, nonostante l'implementazione di alcune funzioni volte a ridurre l'impatto energetico dell'hardware alla base del Melafonino.
Ebbene, a poco più di un paio di settimane dalla prima commercializzazione negli Stati Uniti, e a distanza di pochi giorni dall'arrivo in Italia, la società di Cupertino ammette che l'ammiraglia è afflitta da alcuni "bug" nel sistema operativo iOs 5che impattano negativamente sull'autonomia. In una dichiarazione raccolta da AllthingsD (gruppo The Wall Street Journal), l'azienda della Mela morsicata avrebbe confermato che è in procinto di pubblicare «nel giro di poche settimane un aggiornamento software per sistemare queste questioni». Dunque si parla di una release 5.0.1 peraltro già proposta ai beta tester per il collaudo di rito.

Con questo primo update l'autonomia del 4S dovrebbe durare un po' di più rispetto a quanto possibile oggi. Si tratta di una bella notizia per tutti gli utenti della nuova versione dell'iPhone acquistata 4 milioni di volte in meno di un mese dal suo debutto sul mercato. Per la cronaca, oltre a migliorare l'autonomia del cellulare, il nuovo iOS 5.0.1 introdurrà l'interazione a gesti anche sul primo iPad, risolverà alcuni problemi di funzionamento del cloud, migliorerà la sicurezza di iOs e introdurrà il supporto australiano per Siri, il sistema di interazione vocale.

giovedì 3 novembre 2011

Mac Pro addio?

Avete un Mac Pro? Si il computer con la mela vicino allo schermo, quelli che hanno fatto la storia della società di Cupertino e che hanno collaborato con le società di tutto il mondo ( soprattutto quelle informatiche). I Mac Pro a quanto pare, secondo le ultime indiscrezioni che circolano sul web, stanno per esseretolti dalla circolazione.
La società di Cupertino non vede il suo futuro con il computer Mac Pro, un dispositivo che di certo è ottimo per l’uso professionale , soprattutto per le società , e come tanti altri Mac è immune dai virus. Secondo quanto riportato da Apple Insider, il Mac Pro è pronto ad uscire fuori dai listini di Apple, anche perché con l’avvento della tecnologia Thunderbolt, si avrà la possibilità di fare sugli altri Mac quello che si faceva sulle versioni ‘Pro’.

L’intento di Apple è anche quello di sostituire queste macchine con i nuovi iMac o i Mac Mini, nuovi computer che potranno sostiture tranquillamente Mac Pro e che potranno essere usati per il lavoro proprio come accade con i computer della fascia pro.
A spingere la società a dire addio a questi computer è a quanto pare anche il calo delle richieste, spesso le società preferiscono optare per un Windows, dunque è bene per la Apple proporre nuove idee e nuovi prodotti, anche per invogliare le aziende ad acquistare nuovi prodotti e a sostituire le vecchie macchine. Attualmente però non si hanno notizie ufficiali da Cupertino, mal’addio è già nell’aria e potrebbe avvenire a breve… o mal che vada entro un anno.


L'effetto mobile colpisce IE adesso scende sotto il 50%

LO SCETTRO è ancora saldamente in mano, ma la soglia psicologica fa comunque paura. Dopo dieci anni di dominio incontrastato Internet Explorer non è più utilizzato dalla maggioranza assoluta degli utenti. La somma di tutti gli altri browser in circolazione, considerata la navigazione via pc e smartphone e tablet, supera per la prima volta in termini percentuali il software di casa Microsoft. A rilevarlo sono i dati rilevati ad ottobre daNetmarketshare.com 1, secondo cui Explorer oggi è utilizzato dal 49,59% degli utenti, contro il 21,2% di Firefox, il 16,6% di Chrome e l'8,72% di Safari. 




Effetto mobile. Un sorpasso che si deve soprattutto ai nuovo equilibri del traffico dai dispositivi mobili, che utilizzano prevalentemente Chrome di Google e Safari di Apple. Il browser della casa di Cupertino, utilizzato su iPad e iPhone, considerato il solo traffico mobile, guida infatti la classifica con il 62% degli utenti, seguito dal 18,6% dal programma di Mountain View. Dato importante, quello della mela, visto che il software cresce più della vendita degli iPhone: a fare da traino è soprattutto il traffico che arriva dagli iPad, in rapido aumento.

Il traffico da pc. Quanto alla sola navigazione da Pc, che vale ancora il 94% del totale, Explorer, mantiene un saldo 52,6% a fronte del 22% di Firefox e  del 17,6% di Chrome, cresciuto negli ultimi otto mesi di quasi cinque punti percentuali, registrando il maggiore incremento tra tutti i browser.



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