martedì 8 novembre 2011

Windows Phone chi è costui?

Windows Phone potrebbe essere l’ultimo treno per Nokia per recuperare terreno nei confronti di Apple e Samsung, che gira su Android.

Dopo l’uscita di scena di Symbian, secondo Strategy Analytics Nokia è scivolata in terza posizione nel mercato degli smartphone alle spalle di Apple e Samsung.

C'era molta attesa perché la nuova offensiva, nel segno dei nuovi modelli basati sulla piattaforma "Mango" versione 7.5, della casa di Redmond è una sorta di ultima chiamata, un debutto niente male per Windows Phone 7 negli Stati Uniti, ma il botto non è arrivato.




Le speranze di rubare quote alla concorrenza sono quindi sì lecite ma è tutt'altro che scontato, sebbene gli analisti siano abbastanza concordi sulle chances di rimonta di Microsoft entro i prossimi due-tre anni, che queste si concretizzino.

Nokia è ancora il primo vendor di cellulari, grazie ai modelli low-cost nei paesi emergenti, il rilancio di Nokia è tutto fondato sul debutto dei Nokia Windows Phone, con il modello top di gamma Lumia 800 e il modello mid-range Lumia 710.

Ora Nokia guarda ai nuovi mercati, a partire dagli Stati Uniti, per sfidare iPhone e Android con il NokiaLumia 800 da 420 euro e il Lumia 710 da 270 euro: per aggredire il mercato smartphone con prezzi competitivi.

lunedì 7 novembre 2011

TV e monitor AMOLED

AMOLED ( active matrix organic light emitting diode Diodo organico a emissione di luce a matrice attiva ) è una tecnologia che permette di creare display basati su led organici che vantano notevole qualità dell'immagine, colori più reali, alto contrasto, basso tempo di risposta, angoli di visione più ampi e consumi minori ma per contro sono molto costosi da produrre tanto che sino ad ora venivano relegati agli smartphone di fascia alta o comunque dispositivi di piccole dimensioni, finalmente qualcosa stà cambiando e questa tecnologia potrà essere utilizzata anche su schermi di grandi dimensioni, un'azienda chimica americana, la DuPont inc. ha sviluppato e brevettato una tecnologia per la realizzazione di pannelli AMOLED di grandi dimensioni che permette di ottimizzare la resa produttiva e ridurre i costi e notizia delle ultime ore concesso l'utilizzo della tecnologia ad un importante produttore asiatico di TV, non vengono fatti nomi da più parti su punta l'indice verso Samsung. 



Aiutiamo la Liguria e la Toscana con un SMS

sms liguria Aiutiamo la Liguria e la Toscana con un SMS
Per aiutare tutte le zone colpite dall’alluvione dei giorni scorsi, potete inviare un SMS per donare 2 Euro al numero 45500in alternativa potete chiamare il 45500 da telefono fisso (donerete comunque 2 euro, addebitate sulla bolletta telefonica).
Per chi invece intendesse effettuare una donazione più sostanziosa, o comunque preferisce altre forme di pagamento, potete andare sul sito della Croce Rossaselezionando come causale “Emergenza in Liguria e Toscana“.

Roma, il Wifi tra passato e futuro

Finalmente qualcosa si muove, stamattina al Vittoriano il Sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro e il presidente della provincia Nicola Zingaretti, hanno illustrato il progetto che amplierà le reti libere Wi-Fi in diversi punti del territorio soprattutto in molti centri come ospedali, scuole, parchi, biblioteche e spiagge.

A Roma l'iniziativa è stata già presa da un po' di tempo in considerazione, il Wi-Fi quindi potrebbe arrivare nei musei e nelle aree archeologiche già dalla prossima estate, una sorta di incontro tra passato e futuro.
Per tutte le persone che hanno intenzione di fare passeggiate nei fori Romani oppure intorno al Colosseo o addirittura visitare dei musei Archeologici, dalla prossima estate si potrà navigare gratuitamente in tutti i luoghi della cultura capitolina, così da rendere più facile anche la consultazione on-line di tutti i riferimenti storici sui monumenti, 
artisti e sulle opere d'arte.

Chi vende più Smartphone?

In questo mondo dove gli Smartphone ormai hanno preso ormai pieno possesso,  vediamo quali delle case produttrici guadagnano di più con la vendita dei propri Telefoni tutto fare, tutto sembra piuttosto chiaro sui dominatori incontrastati, Apple e Samsung in testa davanti a tutti, con il povero Nokia che non molto tempo fa, era l'unico incontrastato Re dei telefonini, invece ora è costretto a rincorrere terreno con i propri Windows Phone.
Apple è davanti a tutti e si accaparra oltre 3,8 miliardi, vale dire il 52% del mercato, il telefono di Cupertino vale davvero molto, Samsung invece è subito alle sue spalle ed ha fatto passi da gigante soprattutto grazie al suo smartphone Galaxy S2.


Un dato molto significativo ed importante è che quasi l'81% del mercato se lo sono spartiti Apple e Samsung con i loro super telefoni computerizzati.
Alle loro spalle le performance migliori sono tenute da HTC che mantiene il passo rimanendo comunque a distanza e quindi a seguire anche Nokia che si deve accontentare solamente le 4% della torta, un dato abbastanza sgradevole che contrasta quello che accadeva nel 2007 quando deteneva il 67% dei profitti lordi.



Motorola svela un telefono Android economico

Motorola sta proponendo nel mercato un Device sottile ed economico, chiamato Fire XT, che dovrebbe costare intorno alle € 200, dotato di un display touch da 3,5 pollici potrebbe essere una soluzione economica a chi non vuole spendere cifre esagerate per gli smartphone.
Il nuovo Fire XT, è dotato di una fotocamera da 5 megapixel con autofocus ideale per condividere le foto con i vari social networks, il processore è da 800 MHz abbastanza veloce per fare funzionare tutto in scioltezza, la batteria è da 1540 mAh diverse ore di conversazione e addirittura 28 giorni di stand-by anche con il 3G attivo.


Il Motorola Fire XT, è dotato anche da diversi sensori, quelli di prossimità e luminosità ambientale, accelerometro, Wi-Fi, GPS e bussola.
Come già detto in precedenza dovrebbe trattarsi di uno smartphone abbastanza economico si parla di € 200 e la casa americana, vuole puntare sul mercato economico, ricordiamo che questo nuovo smartphone è dotato di sistema operativo Android 2.3.

domenica 6 novembre 2011

Apple: Siri in arrivo anche su iPhone 4?

Una delle principali differenze tra l'iPhone 4S ed il suo predecessore è rappresentata da Siri, l'assistente vocale "intelligente" made in Apple.
L'iPhone 4S presenta anche altre novità rispetto al precedente melafonino, come la fotocamera da 8 megapixel o il processore più potente: resta Siri, tuttavia, l'aspetto che potrebbe spingere molti utenti ad effettuare l'upgrade al nuovo modello.
Stando alle ultime indiscrezioni, Apple starebbe valutando la possibilità di implementare Siri anche sull'iPhone 4, device che dal punto di vista hardware non dovrebbe avere problemi di sorta a supportarlo, così come dimostrato dal porting diffuso in rete la scorsa settimana.

Sembra che alcuni dipendenti dell'azienda di Cupertino abbiano già avuto l'opportunità di testare sul proprio iPhone 4 una versione speciale di iOS 5 che includeva anche Siri: test che si sarebbero conclusi con successo.
Resta da capire, a questo punto, se Apple deciderà davvero di rilasciare Siri per tutti gli utenti dell'iPhone 4. Non potrebbe questa mossa rivelarsi in un duro contraccolpo per le vendite del nuovo melafonino?! Tutti quegli utenti che stanno valutando l'upgrade all'iPhone 4S proprio per Siri non potrebbero così essere invogliati a rimanere con l'attuale modello?!
Non ci resta che attendere informazioni ufficiali dal produttore statunitense.

Siri in arrivo su Mac OS X?

Dopo aver supposto il probabile arrivo di servizi come iMessage ed AirPlay Mirroring su Mac OS X, sembra che Apple stia pianificando di poter introdurre sul suo sistema operativo anche le funzionalità di Siri, l’evolutissimo assistente vocale in dotazione ai nuovi iPhone 4S.
Siri, così come iMessage e AirPlay Mirroring, potrebbero arrivare su future versioni di Mac OS X, nell’ottica di Apple di fondere sempre di più le esperienze di utilizzo di Mac OS X ed iOS.
Tuttavia, non è ancora chiaro se queste funzionalità arriveranno con un prossimo update di Lion, come applicazioni di terze parti da acquistare sul Mac App Store (vedi Facetime) oppure direttamente con Mac OS X 10.8, al quale, pare, Apple starebbe già lavorando.

Per quanto riguarda Siri, in particolare, in questi giorni Kevin Rose, Co-Founder e CEO diMilk, oltre che fondatore di digg.com, ha lasciato un messaggio su Twitter in cui parla di un possibile arrivo di Siri su Mac OS X entro l’anno prossimo.
Inoltre, da fonti non accertate, sembra che Apple abbia decisamente intenzione disostituire l’attuale sistema di riconoscimento vocale di Mac OS X con Siri, che offrirebbe un netto miglioramento nella dettatura, nel riconoscimento vocale e nel modo di cercare contenuti su piattaforma Mac.
In ogni caso, sebbene queste voci siano sempre più insistenti, probabilmente queste funzionalità non verranno rilasciate entro breve. Con tutta probabilità, infatti, Siri non verrà rilasciato su nessun altro dispositivo, sia esso iOS o Mac-based, almeno fino al rilascio della prossima generazione di iPhone.
La ragione è molto semplice: il marketing. Siri, infatti, è la caratteristica principale dell’iPhone 4S e, come è giusto che sia, Apple cercherà di ricavare il massimo dal suo nuovo melafonino, l’unico con questa funzionalità in dotazione, prima di diffondere, poi, col tempo, Siri su altri terminali.

JekoLab, un mondo di App dedicato ai più piccoli

L'enorme successo dei tablet pc dipende anche dalle enormi possibilità "aperte" dai loro display touch di buone dimensioni. Da qui lo sviluppo di una serie di prodotti dedicati, un'attività spesso svolta da aziende create per l'occasione. Un esempio è rappresentato dal laboratorio creativo JekoLab, nato dalla collaborazione tra Fargo Film e AppyMob che da anni operano nel settore della produzione video e della comunicazione multimediale, con la missione di sviluppare applicazioni per l’infanzia completamente Made in Italy. Il suo team multidisciplinare - composto da esperti in tecnologie per la didattica, illustratori, grafici e informatici – ha lanciato le sue prime 5 App (fiabe e giochi interattivi) studiate appositamente per tablet e smartphone con sistema operativo Apple, che fanno parte di 3 collane di applicazioni per l’intrattenimento intelligente e formativo dei bambini da 3 a 12 anni.


In particolare, l'App "I Tre Porcellini" è pensata per bimbi dai 3 ai 5 anni. Oltre a leggere, guardare e ascoltare la favola in tre lingue diverse, italiano, inglese e francese, è possibile interagire con i personaggi, gli oggetti, gli sfondi. Per farlo basta muovere il dispositivo o sfiorare lo schermo con le dita. La collana "Libroblò", indirizzata a bambini da tre anni in su, offre invece due titoli: "Il grattacielo dei mestieri", che al momento è l’unica App disponibile anche su Android Market, e "Il grattacielo delle fiabe". In pratica si tratta di edifici fantastici, con tanti piani animati, ricchi di personaggi, sportellini da aprire e oggetti da muovere con i quali interagire, alimentando la creatività e la fantasia dei più piccoli. Le altre due App fanno parte della collana "Ditamatte": "Navi e Imbarcazioni" e "Aerei e Aquiloni". Sono dedicate a bambini che ancora non hanno padronanza nella lettura e nella scrittura, e nascono per spiegare in modo divertente concetti quali volare, galleggiare, esprimersi con il viso. Sfiorando lo schermo, il battello dei pirati, una canoa o le paperette dello stagno prendono vita animandosi, in un album da disegno digitale tutto da colorare, il tutto accompagnato da una colonna sonora allegra.


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Anonymous contro i pedofili: pubblicati 190 indirizzi IP

Con una campagna chiamata Operazione Darknet, il collettivo hacker oscura siti pedopornografici e ne denuncia i frequentatori.


Il collettivo di hacker Anonymous abbandona momentaneamente le crociate contro i potenti e ripropone la vecchia abitudine giornalistica di “sbattere il mostro in prima pagina”, riveduta e corretta in coerenza con i nuovi tempi del web. Circa 190 indirizzi IP di presunti pedofili sono stati pubblicati dagli anonimi pirati, nell'ambito di una vasta operazione battezzata Darknet, che avrebbe lo scopo di censurare la pedopornografia, ma anche di liberare i server che garantiscono l'anonimato da chi li usa “impropriamente”.

La pubblicazione degli indirizzi IP, che in linea teorica permettono di risalire all'identità e all'indirizzo delle persone a cui corrispondono, è solo l'ultimo atto di questa battaglia moralizzatrice, che ha già prodotto nelle scorse settimane l'oscuramento di una quarantina di siti di pornografia infantile pubblicati tramite i server Freedom Hosting, tra cui quello chiamato, con discutibile ironia, Lolita City.





I presunti pedofili sono stati adescati grazie a falsi annunci che hanno permesso di installare un software di tracciamento delle attività online. Con questa forma di spionaggio, il gruppo Anonymous avrebbe identificato assidui e regolari frequentatori di forum dedicati alla pornografia minorile e avrebbe quindi deciso di esporli alla pubblica gogna.

In uno dei suoi volantini virtuali di rivendicazione, un messaggio a nome del gruppo, si legge: “Nelle ultime tre settimane di Operazione Darknet abbiamo guadagnato molto sostegno nel mondo”.

Sostegno, sì, ma anche critiche da parte delle autorità governative impegnate nella lotta alla pedopornografia e alcune reazioni indignate da parte dei diretti interessati, spesso utenti della stessa rete Tor che protegge l'accesso al web degli hacker. "Siamo qui per restare: è nostro sacrosanto diritto poter scegliere di avere le nostre preferenze sessuali per i giovani” si leggerebbe in un messaggio anonimo sulla rete.

E sarebbe proprio la scomoda coabitazione con i pedofili uno dei moventi prinicipali dell'operazione Darknet. Il collettivo di hacker ha infatti spiegato che il 99 per cento degli utenti del server Tor sarebbe composta da giornalisti attivi in Iran e Cina, da dissidenti e da agenzie di intelligence in guerra con al-Qaida, ma esisterebbe un residuo 1% di “persone che lo utilizzano per fruire della pornografia infantile”. Per questa ragione, membri di Anonymous hanno nascosto una vera e propria trappola nell’ultima versione di Tor, un link che nascondeva un software in grado di registrare i movimenti online per 24 ore.

Una giustizia sommaria, si potrebbe dire, che secondo qualche commento rischia di coinvolgere innocenti e suscita ancora una volta l'insofferenza delle autorità. La principale preoccupazione è che l'attività degli hacker interferisca con indagini in corso e, in generale, solleciti la prolificazione di “giustizieri” online.

Richiami a cui il collettivo hacker si dimostra, ovviamente, insensibile. Un messaggio video sul feedOperazione Darknet di Twitter avverte che la campagna è ancora in corso. Per il divertimento dei loro sostenitori, il collettivo ha pubblicato anche le reazioni sdegnate delle loro vittime, tra cui un cittadino britannico che guadagnava 600 sterline al giorno facendo l'hosting di Lolita City e che si chiede chi siano i “bricconcelli” che hanno fatto collassare il sito, ricordando minacciosamente di essere “finanziato dalla mafia russa”.

Nulla che possa convincere il gruppo a rinunciare ai propri obiettivi. In fondo, questa ennesima crociata non è poi così lontana, idealmente, da quelle intraprese nel passato: “Siamo qui per proteggere gli innocenti. Attenti, pedofili”, si legge in uno dei tweet di Anonymous. Un epigramma degno di Batman o del Cavaliere solitario. Ed è in fondo questo lo spirito che sembra animare, sia pure su fronti apparentemente lontanissimi, gli anonimi pirati del web, molti dei quali potrebbero essere, a loro volta, minorenni in cerca di una bandiera ideale. Loro sono sempre i buoni, gli altri, dalle multinazionali ai pedofili, i cattivi.



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