Fallito il tentativo di accordo tra gli amministratori dei due colossi dell'hi-tech, il giudice chiede un ulteriore tentativo. I risultati del colloquio saranno inoltrati alla Corte, che poi deciderà. La sentenza può incidere pesantemente sugli equilibri del mercato tecnologico attuale. Lucy Koh ascolterà le arringhe conclusive in giornata, e non nasconde la difficoltà del giudizio.
NESSUN ACCORDO tra gli amministratori delegati di Apple e Samsung, fallito il tentativo di intesa in extremis dopo le lunghe e pesanti schermaglie in tribunale. La mancata intesa è stata comunicata dai legali delle due aziende al giudice Lucy Koh, che in risposta ha chiesto un ulteriore tentativo di mediazione. Poi la palla torna alla Corte, che a breve esprimerà il suo giudizio dopo la riunione della giuria. Su una questione molto più complicata di una comune lite su brevetti e licenze, a quanto si apprende irrisolvibile anche attraverso la comunicazione diretta tra i due Ceo.
Per quanto riguarda le richieste, Apple accusa Samsung di aver copiato i suoi prodotti e chiede 2,5 miliardi di dollari in danni. Samsung da parte sua accusa Apple di aver infranto dei brevetti e chiede 422 milioni di dollari. Una cifra non lontana da quello che Samsung potrebbe dover pagare ad Apple in caso di sconfitta, distante da quanto chiede Cupertino, che ha presentato richieste miliardarie calcolando i guadagni in un modo giudicato non congruente da diversi analisti del processo. I coreani rischiano però il blocco delle vendite dei dispositivi che Apple indica nelle sue richieste.
Un accordo tra le aziende avrebbe aiutato probabilmente a non modificare più di tanto l'equilibrio di mercato, per quanto precario e imprevedibile. A complicare la questione però c'è che Apple e Samsung sono certamente concorrenti, ma sono anche aziende legate a doppio filo da contratti di fornitura che servono tanto all'una quanto all'altra.
Caso complicato. Se dopo mesi di lotta accanita Apple e Samsung hanno dovuto tentare di accordarsi 2 al foto finish, è perché l'imminente verdetto della giuria potrebbe processo in grado di rivoluzionare l'industria degli smartphone e dei tablet. Il processo finora non ha risparmiato colpi di scena, come la già famosa frase della Koh rivolta ai legali di Apple, impegnati nella dimostrazione di paternità di interfacce e idee attraverso decine di pagine di documenti d'opposizione e richieste di testimoni ritenute esagerate: "Ma vi siete fatti di crack?" 3. Nell'affrontarsi in tribunale i legali di Apple e Samsung infatti non si sono risparmiati, scontrandosi anche sulle istruzioni che il giudice dovrà fornire alla giuria per darle tutti gli strumenti necessari per decidere su un procedimento complesso.
Lucy Koh ha mostrato decisamente e in più occasioni che la pazienza della Corte ha un limite. Così come, secondo la stampa americana, è stata molto chiara parlando con i legali delle due aziende: "Non nascondo la difficoltà che ho nel gestire questo processo", ha detto Koh riferendosi alla non banalità della questione e alle numerose variabili e componenti di inchiesta che andranno valutate nel giudizio. Il giudice teme soprattutto il confronto tra i giurati, in un contesto estremamente tecnico e con un numero ragguardevole di dati e informazioni.
Dopo le arringhe finali, la parola spetterà appunto ai giurati, che dovranno decidere quale delle due società avrà la meglio, nell'intricato intreccio di tecnologie e proprietà intellettuali.
Scenari precari. Ma soprattutto, in mancanza di un accordo, la sentenza avrà effetti al di là di Apple e Samsung. Se Cupertino prevarrà, gli esperti ritengono che Samsung e le altre società saranno più incentivate a prodotti in grado di distinguersi nettamente da Apple. Se dovesse prevalere Samsung, ci sarebbe una possibilità più ampia per i sudcoreani e altre aziende di proporre prodotti simili a quelli di Apple, senza rischiare il tribunale.
Entrambi gli scenari presuppongono ripercussioni immediate sul mercato e sulla Borsa. Il giudice Koh ha in mano un verdetto di importanza assoluta, che potrebbe cambiare definitivamente lo scenario attuale. Un giudizio certamente appellabile ma che inciderà in maniera definitiva nella storia della tecnologia e probabilmente anche nell'interpretazione di ciò che è davvero brevettabile e cosa invece appartiene ai concetti comuni.
via repubblica.it
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